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	<title>LIT - Alternative Blogzine &#187; Dark Cloud</title>
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	<description>recensioni, interviste, articoli, reportage, nuove uscite</description>
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		<title>Alba Caduca &#8211; Demo (autoproduzione)</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2007 13:06:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dark Cloud</dc:creator>
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		<category><![CDATA[dark-gothic]]></category>

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		<description><![CDATA[Ti puoi accorgere con stupore e sollievo che nella tua provincia, narcotizzata da band-tributo troppo prevedibili e dalla promozione locale spesso troppo bilanciata su espressioni artistiche chiuse nelle trame della tradizione, esistono realtà in fermento che nascondono passione e volontà di elevarsi su binari musicali più viscerali e soprattutto sperimentali con una volontà che par [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ti puoi accorgere con stupore e sollievo che nella tua provincia, narcotizzata da band-tributo troppo prevedibili e dalla promozione locale spesso troppo bilanciata su espressioni artistiche chiuse nelle trame della tradizione, esistono realtà in fermento che nascondono passione e volontà di elevarsi su binari musicali più viscerali e soprattutto sperimentali con una volontà che par ferrea.<br />
<img src="http://lit.nivis-regnum.com/wp-content/uploads/2007/05/demo_s.thumbnail.jpg" alt="Alba Caduca - Demo" width="96" height="96" align="left" />E&#8217; il caso degli <strong>Alba Caduca</strong>, gruppo friulano (cinque ragazzi con solide esperienze alle spalle) che con questo demo autoprodotto di cinque brani s&#8217;impone come una delle realtà alternative più fresche della zona, realtà già riconosciuta in occasioni live. Qui c&#8217;è una batteria incisiva dal groove sapiente, che si sposa con naturalezza con un basso pulsante e indiscreto e con un&#8217;elettronica che emana noise, tappeti, e raffinati camei sintetizzati a seconda dello stato d&#8217;animo, senza mai diventare invadente e soprattutto fuori luogo.<br />
Il cantato è in italiano, e ciò rappresenta un rischio, soprattutto quando gli strumenti modellano un suond spiccatamente internazionale, ma il difficile compito è affrontato con sufficiente passione e solidità, attinte anche dall&#8217;attitudine Wave. Attitudine che permea anche le chitarre (la strumentista è una ragazza!), dolci e malinconiche come in &#8220;Moon Light Song&#8221; o ruvide e distorte come ne &#8220;Il Punto di non Ritorno&#8221;, sempre gestite con raro buon senso artistico.<br />
L&#8217;alchimia di questa band è un qualcosa che non può lasciare indifferenti, brani come &#8220;Albaliquida&#8221; ti spiazzano a metà percorso e ti portano per mano verso lidi introspettivi anche dolorosi. Qui traspirano gli ultimi Depeche Mode, alcune ombre dei Nine Inch Nails, umori dei Subsonica (&#8221;NucleAral Antrax&#8221; ne fa un po&#8217; il verso), ritagli che richiamano la Darkwave, l&#8217;Industrial e l&#8217;eccentricità del Progressive. Il tutto sembra risultare sufficientemente omogeneo, e non un collage di influenze. Il mio augurio è che possano riconfermare la solidità di questi brani in un Full Lenght con distribuzione adeguata.<br />
Info: <a href="http://www.albacaduca.it">Albacaduca.It</a> &#8211; <a href="http://www.myspace.com/albacaduca">Myspace.Com/albacaduca</a></p>
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		<title>The Cure &#124; Festival 2005 [DVD]</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jan 2007 07:51:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dark Cloud</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[dark-gothic]]></category>

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		<description><![CDATA[I can lose myself in Chinese art and Sicilian girls.
Il signor Smith di Blackpool non morde pipistrelli vivi sul palco, non spacca chitarre, non fa nemmeno un gestaccio. E&#8217; un vero signore: arriva, si esibisce, ringrazia e poi se ne va salutando. Peccato dunque che sulla copertina del DVD compaia un inquietante advisory per aspiranti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>I can lose myself in Chinese art and Sicilian girls</em>.</p>
<p>Il signor Smith di Blackpool non morde pipistrelli vivi sul palco, non spacca chitarre, non fa nemmeno un gestaccio. E&#8217; un vero signore: arriva, si esibisce, ringrazia e poi se ne va salutando. Peccato dunque che sulla copertina del DVD compaia un inquietante advisory per aspiranti fan che non abbiano ancora compiuto i 15 anni. Peccato si trovi qui e non, ad esempio, in seduta stante sotto il logo di certe emittenti televisive. Del resto il concetto di volgarità è ormai sempre più soggettivo: come non poter interpretare nel modo sbagliato il paradiso reclamato in <em>Just Like Heaven</em>?!<br />
<img src="http://imbd.pl/image/plyta/7/4cae0a3fee23e90f8cedb42e9b14b949.jpg" alt="" align="left" />Se avete ancora in bocca il sapore delle immagini e dei suoni di <em>Trilogy</em> (2003) attenti perchè <em>FESTIVAL 2005</em> può deludervi molto oppure portare alle stelle la vostra ammirazione per i Cure. Ma soprattutto questo DVD è in grado di avvicinare nuovi adepti.<br />
23 anni dopo il tour di <em>Pornography</em> Robert Smith canta e suona senza un tastierista al suo fianco: lo strumento che aveva contribuito imprescindibilmente a fare la fortuna della dark band più famosa del mondo viene messo da parte. Dato che questo non bastava, il ritorno al futuro è completato dal rientro nella line-up dopo 12 anni di Porl Thompson, co-fondatore dei Cure (nonchè cognato di Smith).<br />
Il risultato è stupefacente: in un&#8217;era di produzioni ultra-patinate, lustrini e sovraincisioni selvaggie ecco che arriva un menir lo-fi di 30 canzoni grezze e dirette, che grattano e scavano fin dove devono arrivare.<br />
L&#8217;immagine è granulosa, a tratti più lucida, a tratti del tutto amatoriale. Le riprese son tenute spesso da lontano in camera fissa o dal punto di vista dei roadies e del sempre folto pubblico. La novità è che le riprese sono state fatte <em>davvero</em> dal pubblico e dai roadies con delle telecamere distribuite prima del concerto! Un DVD fatto dai fan per i fan, dunque. Una simbiosi rivoluzionaria tra artista e spettatore.<br />
Non cercate il dettaglio, non cercate la fedeltà cromatica, qui c&#8217;è solo sentimento, da prendere in tutte le sue sfaccettature, anche le più dolorose. Non cercate <em>Friday I&#8217;m In Love</em>, <em>Why Can&#8217;t I Be You?</em> o altri singoli da <em>Greatest Hits</em>, qui non c&#8217;è posto per loro, a parte qualche rara eccezione.<br />
La scaletta è il risultato di un mini-tour estivo per l&#8217;Europa (memorabile la data all&#8217;anfiteatro romano di Taormina da cui sono estratte le monolitiche <em>The Figurehead</em> e <em>Faith</em>) di quei tour che fai senza il patema di dover promuovere un fottutissimo nuovo LP. E suoni ciò che ti piace, ciò che ti fa sentire vivo. Lasci a casa tutte le chitarre che ti hanno accompagnato per vent&#8217;anni e te ne porti solo una (la Schecter Signature nera), perchè quello che conta sono le canzoni.<br />
E allora, messi da parte i tasti bianchi e neri, andiamo a riscoprire perle come le spettrali <em>The Drowning Man</em> e <em>At Night</em>, l&#8217;ispanica <em>The Blood</em>, torniamo ad utilizzare un linguaggio già sperimentato come <em>Open</em> e <em>End</em> in veste di colonne d&#8217;Ercole, suoniamo <em>Inbetween Days</em> e <em>Just Like Heaven</em> come se non avessimo mai voluto che fossero dei singoli pop ma nervose espressioni post-punk.<br />
Gli album <em>Wild Mood Swings</em> e <em>Bloodflowers</em> è come se non fossero mai esistiti, solo dell&#8217;ultimo lavoro in studio ascolto brani di cui farei volentieri a meno (eccezion fatta per <em>alt.end</em>).<br />
Un po&#8217; deboli <em>The Kiss</em> e <em>If Only Tonight We Could Sleep</em>, ipnotica <em>Shake Dog Shake</em>, curiosa la presenza della popposa b-side <em>Signal To Noise</em>, irrinunciabile la disperata storia di <em>From The Edge Of The Deep Green Sea</em>.<br />
La qualità del mix audio non rappresenta lo stato dell&#8217;arte della registrazione (anche se il canale Dolby èmolto meglio dello Stereo), a buon diritto è messa in rilievo la voce di Smith: fresca, ispirata, pungente, disillusa, in grado di rievocare gli spiriti più nascosti del periodo oscuro. Ma l&#8217;audio si sposa alla perfezione con gli umori dell&#8217;immagine, dove prendono forma pennellate acide e ruvide di colori psichedelici, monocromatici o fusioni con scenari visivi degni di un videoclip (come la ruota nella viscerale <em>Fascination Street</em>).<br />
Il noise e la carica nervosa caratteristici di Thompson sono rimasti intatti e, nemmeno a dirlo, un&#8217;incontenibile Simon Gallup da patto-col-diavolo che farebbe invidia a un ventenne e che viaggia come un treno assieme al preciso Jason Cooper.<br />
Qui c&#8217;è l&#8217;essenza più profonda dei Cure, c&#8217;è il ritorno alle origini, ai suoni scarni e diretti, ma in chiave nuova, con suoni più distorti e rudi. Un ritorno che dunque sembra avere molto di fresco, che piaccia o meno a tutti i fan.<br />
Se il signor Smith doveva sciogliere il gruppo sembra che l&#8217;idea sia lontana anni luce e intanto si permette addirittura il vezzo di omaggiare le ragazze siciliane. Un vero signore.</p>
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		<title>14/06/06 Placebo @ Lubiana</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jun 2006 20:21:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dark Cloud</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel mezzo di un tramonto già intorpidito dal calore estivo vedo comparire sul palco del Central Bezigrad Stadium un gruppo &#8220;spalla&#8221; di estremo lusso, formato da un americano, uno svedese e un inglese, in arte i Placebo. Occhiali da sole il primo, a dorso nudo gli altri, mi danno piacevolmente la sensazione di essere ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mezzo di un tramonto già intorpidito dal calore estivo vedo comparire sul palco del Central Bezigrad Stadium un gruppo &#8220;spalla&#8221; di estremo lusso, formato da un americano, uno svedese e un inglese, in arte i Placebo. Occhiali da sole il primo, a dorso nudo gli altri, mi danno piacevolmente la sensazione di essere ad un festival estivo mitteleuropeo.</p>
<p><a class="imagelink" title="pl1.jpg" href="http://lit.nivis-regnum.com/wp-content/uploads/2006/06/pl1.jpg"><img id="image86" src="http://lit.nivis-regnum.com/wp-content/uploads/2006/06/pl1.thumbnail.jpg" alt="pl1.jpg" width="128" height="96" /></a> <a class="imagelink" title="pl2.JPG" href="http://lit.nivis-regnum.com/wp-content/uploads/2006/06/pl2.JPG"><img id="image87" src="http://lit.nivis-regnum.com/wp-content/uploads/2006/06/pl2.thumbnail.JPG" alt="pl2.JPG" width="128" height="96" /></a> <a class="imagelink" title="pl3.JPG" href="http://lit.nivis-regnum.com/wp-content/uploads/2006/06/pl3.JPG"><img id="image88" src="http://lit.nivis-regnum.com/wp-content/uploads/2006/06/pl3.thumbnail.JPG" alt="pl3.JPG" width="71" height="96" /></a> <a class="imagelink" title="pl4.JPG" href="http://lit.nivis-regnum.com/wp-content/uploads/2006/06/pl4.JPG"><img id="image89" src="http://lit.nivis-regnum.com/wp-content/uploads/2006/06/pl4.thumbnail.JPG" alt="pl4.JPG" width="128" height="96" /></a></p>
<p>Sotto l&#8217;egida dell&#8217;angelo piumato corbijniano giungono subito alle mie orecchie le melodie del nuovo LP come il singolo &#8220;Infra-Red&#8221; (opener dell&#8217;esibizione), la title-track &#8220;Meds&#8221;, &#8220;Because I Want You&#8221; e altre. Stefan Olsdal non rinuncia ad avvicinarsi ai fan affacciandosi spesso sulla passerella che s&#8217;incunea nel pubblico (forse più di quanto non farà poi Dave Gahan): imbraccia per lo più la chitarra lasciando il basso al nuovo tour-man Alex Lee, incombenza di spessore in pezzi cardine come &#8220;Every You Every Me&#8221; e &#8220;The Bitter End&#8221;. Tra un cambio di strumento e un altro, Molko parla poco col pubblico, ma il suo cantato cristallino e la ritmica di Steve Hewit fanno reggere costantemente in alto il livello del loro &#8220;glam punk&#8221; che è pregio ma anche limite dei Placebo. Spiccano tra tutte l&#8217;ariosa hit &#8220;Song To Say Goodbye&#8221; (Bill Lloyd alle tastiere), vera perla del gig, l&#8217;intepretazione &#8220;Running Up That Hill&#8221; di Kate Bush, davvero convincente, soprattutto rispetto alla versione da studio di qualche anno fa e &#8220;Twenty Years&#8221;, allungata all&#8217;estremo.</p>
<p>E approposito di estremi, incomparabile quanto curiosa l&#8217;impennata &#8220;ormonale&#8221; nel passaggio da un frontman all&#8217;altro: alzi la mano chi è voluto venire a Lubiana per tutti e due. Io l&#8217;ho alzata, e non solo per loro.</p>
<p><a class="imagelink" title="pl4.JPG" href="http://lit.nivis-regnum.com/wp-content/uploads/2006/06/pl4.JPG"></a></p>
<p><a class="imagelink" title="pl3.JPG" href="http://lit.nivis-regnum.com/wp-content/uploads/2006/06/pl3.JPG"></a><a class="imagelink" title="pl3.JPG" href="http://lit.nivis-regnum.com/wp-content/uploads/2006/06/pl3.JPG"></a></p>
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		<title>E intanto</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jun 2006 11:52:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dark Cloud</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>

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		<description><![CDATA[



Rifuggi pure dalle ombre
Che sai saran sempre pronte
A oscurare la tua luce
Schiva con destrezza le gocce di pioggia
Che vedi destinate a sciogliere
L&#8217;inchiostro delle tue convinzioni
Uccidi ora quel silenzio
Che senti che brucia intensamente
La tua volontà di volere un fiume
Sempre in piena 



Ma è proprio quel sole malato e sincero
Ad illuminare in modo sobrio e discreto
Le nostre parti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top"><img id="image81" style="width: 289px; height: 170px;" src="http://lit.nivis-regnum.com/wp-content/uploads/2006/06/poesia_lit_1.jpg" alt="poesia_lit_1.jpg" width="289" height="170" /></td>
<td valign="top">Rifuggi pure dalle ombre<br />
Che sai saran sempre pronte<br />
A oscurare la tua luce<br />
Schiva con destrezza le gocce di pioggia<br />
Che vedi destinate a sciogliere<br />
L&#8217;inchiostro delle tue convinzioni<br />
Uccidi ora quel silenzio<br />
Che senti che brucia intensamente<br />
La tua volontà di volere un fiume<br />
Sempre in piena </td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Ma è proprio quel sole malato e sincero<br />
Ad illuminare in modo sobrio e discreto<br />
Le nostre parti più profonde e vere<br />
Senza accecare o bruciare<br />
Senza accusare o invadere<br />
E nostre complici le nuvole<br />
Ci accompagneranno</p>
]]></content:encoded>
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