28 Mag

Michel Gondry: l’arte del… videoclip.

Se per Floria Sigismondi sono creature vagamente umane, per Chris Cunningham il miscuglio è tra arte e robotica, per Michel Gondry la realtà sogno, favole ed un vortice di immagini riflesse. Preparatevi a scoprire l’immaginario e la produzione di questo viaggiatore onirico francese.

Michel Gondry nasce a Versailles nel 1963 già inserito in un background fortemente influenzato dal mondo della musica. Il nonno ha un negozio di organi elettrici che gli rende molto bene. Una volta scomparso il nonno la l’attività passa al padre che ne pregiudica la redditività dimostrandosi troppo liberale nei confronti di alcuni musicisti suoi clienti incapaci di pagargli gli strumenti.
E’ proprio il padre che inizia il figlio alla musica regalandogli una batteria poco prima del fallimento del negozio di strumenti musicali. E’ così che una volta trasferitosi a Parigi per frequentare il liceo artistico che Michel assieme al fratello Twist ed a Etienne Charry fonda una punk-rock band gli Oui Oui, tremendamente francesi e vintage, di cui firmerà al regia dei primi video.

E’ grazie a questi primi lavori che Bjork nota i lavori di Gondry e si entusiasma per la loro eccentricità Nel 1993 la cantante islandese commissiona all’esordiente video maker il video di Human Behaviour. Per questa canzone Michel si inspira alla favola il Riccio nella Nebbia (Yuri Norstein), fondendo la sua naturale attitudine da canta storie all’espressività astratta di Bjork. Il risultato è un successo che fa guadagnare al video un MTV Award come Breakthrough Video, proiettando Gondry nel panorama internazionale e suggellando il sodalizio artistico-musicale con Bjork.
Seguiranno a Human Behaviour altri fortunati clip come: Army of Me, Isobel, Barchelorette, Joga, Hyperballad e Declare Indipendence.

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La collaborazione con Bjork lancerà di li a poco Michel in un ambito lavorativo decisamente differente ma nel quale comunque la potenza del messaggio è legata all’incisività di pochi secondi di riprese. Sto parlando del mondo della pubblicità in cui l’artista firmerà la regia di alcuni spot della Levis, Smirnoff e Polaroid.

Se con Bjork Gondry aveva avuto modo di esprimere la sua naturale capacità di rappresentare magia, mistero ed atmosfere surreali è con la band più importante della storia del rock, i Rolling Stones, che ha la possibilità di concretizzare la passione delle immagini 3D e di sperimentare nuove tecniche di morphing. Durante questo video, in cui ad un party molto glam si aggiungono i membri degli Stones e l’attrice Patricia Arquette, Gondry si aggirava scattando a ripetizione polaroid ai presenti. Queste immagini, lavorate al computer in post produzione, e successivamente concatenate tra loro hanno creato un effetto in cui i corpi delle persone risultano ipnoticamente deformati su uno sfondo che rimane magicamente inalterato.

Altro pallino dell’artista è il mondo onirico ed il continuo passaggio tra quest’ultimo ed il mondo reale. Ne sono esempi il video di Let Forever Be dei Chemical Brothers, in cui la protagonista del video rimane imprigionata nel mondo dei sogni in cui è diventata una ballerina, ed Everlong dei Foo Fighters in cui ragazzo e ragazza contemporaneamente addormentati stanno facendo sogni in cui le loro vicende si intrecciano.

Infine l’ultima peculiarità di Gondry è amore per le successioni di immagini a volte ossessive e caleidoscopiche. Ne sono esempi l’appena citata Let forever be, in cui la ripetizione della figura della ballerina tradisce un certo gusto per gli anni 80, The Hardest Button To But dei White Stripes, in cui ad ogni accordo di chitarra o colpo di cassa compaiono nuovi amplificatori o batterie creando così un certo eco visivo. Per il duo di Detroit Goudry realizzerà anche i video di Dead Leaves and The Dirty Ground e Fell in love with a girl.

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Pi?borato e costoso di questi clip “in loop” è Come into my world di Kylie Minogue. Girato a Parigi nel quartiere Boulogne, Kylie esce per strada, cammina incrocia persone ed assiste a scene di vita quotidiana. Sempre seguita dalla macchina da presa, grazie all’utilizzo del motion control e percorre la sua passeggiata per ben quattro volte ed ogni volta che incontra un suo doppio.
Ma l’esempio più eccezionale è sicuramente il video di Around The World dei Daft Punk di cui c’è un sacco da dire. La cosa più curiosa di questo video è che può essere considerato un affare di famiglia: Michel alla regia, Florance Fontane, sua moglie, per la realizzazione dei costumi e Twist suo fratello per la realizzazione per i fondali luminosi. Il questo video sono le coreografie a farla da padrone, con una strana raccolta di personaggi ognuno a rappresentare uno strumento musicale utilizzato nella canzone: gli atleti il basso, gli scheletri per la chitarra, il sintetizzatore affidato alle mummie, vocoder e batteria elettronica rappresentate rispettivamente da robot e mummie.

E’ nel 2001 che il passaggio tra video clip e cinema si fa naturale per Gondry che firma il suo primo lungometraggio Human Nature, sceneggiatura di Charlie Kaufman e protagonista Patricia Arquette. Gondry e Kaufman (Essere John Malkovich, Il ladro di orchidee e Confessioni di una mente pericolosa), si rincontreranno nel 2005 per la realizzazione di The Eternal Sunshine Of A Spotless Mind (Se mi lasci ti cancello) con Jim Carrey e Kate Winslet, che si aggiudica un Oscar come miglior sceneggiatura ed è un successo internazionale di pubblico e critica. Il titolo italiano del film è un esempio lampante di come una traduzione poco accorta possa dare un’immagine totalmente distorta di quella che sarà la trama della pellicola. The Eternal Sunshine of A Spotless Mind è infatti un verso del poema Eloisa to Abelard (1717) del poeta Alexander Pope significa “Infinita letizia della mente candida!” ed avrebbe rappresentato alla perfezione l’atmosfera visionaria ed altamente psicologica che permea l’intero film. Seguono il film-concert “Dave Lachapelle Block Party“?, in cui Chapelle interpreta se stesso sottolineando i suoi aspetti di artista e comico, ed il terzo lungometraggio “The Art Of Sleep” ?(L’arte del sogno) con Gael Garcìà Bernal e Charlotte Gainsbourg. Con questo lavoro Michel gioca in casa, niente di pi?ile che muoversi nel territorio onirico: il protagonista Stephane (Gael Garcià Bernal) E’ un ragazzo perennemente sospeso tra il mondo dei sogni e quello della realtà risultando incapace di scindere questi due emisferi. Nel 2008 vede la luce un quarto film dal titolo “Be kind rewind”?, con Jack Black, Mos Def, Danny Glover e Mia Farrow.

Ma è nel 2007 che Gondry diventa il vero protagonista, grazie alla HP che gli dedica lo spot “Eternal Dreamer”? in cui si ha la possibilità di scoprire l’intero universo artistico dell’eterno sognatore, in cui si presenta come videomaker, come musicista e perchè o anche semplicemente come padre.

One Response to “Michel Gondry: l’arte del… videoclip.”

  1. 1
    KisSylvie Says:

    Gondry che dire GENIALE, con le sue sperimentazioni e l’immaginazione che va lontano, pur non usando tecniche all’avanguardia riesce tramite la chiave del sogno ad esprimere la sua fantasia, decisamente da avere la raccolta dei suoi lavori: The Work Of Director Micheal Gondry. Lo consiglio a tutti ma sopratutto a chi è interessato al mondo dei video per l’imprevedibilità e la multitudine di tecniche creative che questo pazzo/genio riesce a proporre!

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