“Le Notti di Oz” Fiaba di un avatar – Ottodix
By Creepy-Eyes • Mar 23rd, 2009 • Category: Recensioni, dark-gothic
A tre anni di distanza da Nero, i trevigiani Ottodix, si ripresentano con un nuovo lavoro, Le Notti di Oz, in cui ancora una volta musica ed arti visive sembrano seguire un unico filo conduttore.
Banale parlare di un’accresciuta maturità sonora, che però è innegabile e riscontrabile in tutto il disco. Inalterato il binomio uso dell’italiano – ispirazione da certo synth pop degli anni ’80. Particolarmente “stuzzicante” la continua ambivalenza tra suoni molto più morbidi e melodici (a differenza dei ritmi più danceble di Nero) che ricreano un’atmosfera tra l’onirico ed il teatrale, e testi molto polemici che parlano di un livello di tecnologia tale da sommergerci ed alienarci. Archi e suoni di piano, spesso simili a clavicembalo od organetto, che però introducono versi critici e taglienti, puro Emo Bashing, per rubare un termine al gergo del blogs.
Vere perle dell’album pezzi come I-Man, Joker, Fiore del Male, leggermente sottotono Rabarbaro Rabarbaro e Le Notti di Oz.
Finale ad effetto con due bonus tracks (remix di Nuovi Frankestein ed Insonnia) che vedono la partecipazione rispettivamente di Madaski (Africa Unite) e Georgeann Kalweit.
Un discorso a parte merita il booklet del cd. Se in quest’ultimo solitamente siamo abituati a trovarci i semplici testi delle canzoni ed i vari credits necessari, nel caso de Le Notti di Oz siamo di fronte ad una piccola opera a se stante. Il booklet si apre con la fiaba “Le Notti di Oz – Sogno Di Un Avatar” sintesi dell’omonimo soggetto teatrale scritto dal frontman Alessandro Zannier, per proseguire costellato da tutta una serie di artworks, manipolazioni dello stesso Zanier su foto originali di Davide Faranda, palesemente ispirati ai lavori Fritz Lang, uno su tutti Metropolis, ma più in generale al cinema avaguardistico tedesco.
Conclusioni: e dal prossimo lavoro cosa dobbiamo aspettarci? Il raggiungimento di un climax di raffinatezza elettronica o qualche inaspettata novità capace di spazzare via le strutture musicali a cui ci hanno abituati? Come nelle fiabe alla televisione: To be continued…
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