LIT – Alternative Blogzine

recensioni, interviste, articoli, reportage, nuove uscite

Francis Bacon: la violenza del sentire.

By Violamara • Ago 21st, 2008 • Category: Articoli, Eventi, Recensioni
Bacon

Un calcio in faccia. Non sto scherzando, un calcio in faccia.
Quando ero bambina mi piaceva giocare con i ragazzi più grandi. Andavamo in un campo di fronte a casa, con un pallone. Là c’erano le porte, costruite artigianalmente con bastoni recuperati attorno e ben conficcati sulla terra, alle estremità del prato.
Un giorno, uno di loro accidentalmente mi tirò un calcio in faccia. Mi ricordo bene quella sensazione.
Il viso bruciava, i muscoli intorpiditi, bloccati, un dolore lancinante.
L’arte e il dolore sono spesso accomunati, sembrano un binomio indistricabile.
Che la pittura nella storia dell’arte sia riuscita a trasmettere sofferenza è appurato.
Eppure io, mai davanti a nessuna opera avevo provato una sensazione di dolore fisico.
Mai, prima di vedere un quadro di Francis Bacon.
La prima volta fa sempre male, si dice. E io, davanti a quei rossi accesi, alla pioggia acida che corrode i visi non ho potuto fare a meno di rivivere quel calcio in faccia, riappropriandomi di quella violenza inaspettata.
I dipinti baconiani sono rettangoli dal fondo piatto,maestosamente prospettici, che lasciano alla geometria il compito di costruire gabbie di vetro con il compito di imprigionare le figure.
Queste ultime sono isolate, inermi, incollate a poltrone vittoriane come sedie di tortura,i volti deformati da smorfie animali e spasmi, fitte fortissime che rendono appena percettibili le loro fisionomie. Sono sagome sciolte, ottenute con grumi di colore mescolato direttamente sulla tela o lanciato su di essa usando le dita come una fionda.
Bacon rivisita elementi classici dell’arte -basti guardare la carcassa di bue ispirata al Rembrandt- e soprattutto dell’arte sacra quando sceglie la forma a trittico, di chiara derivazione religiosa.
L’ ordine apparente delle simmetrie e degli impianti prospettici abilmente architettati è sconvolto dal disordine destrutturato delle forme. Bacon esprime la necessità di credere e contemporaneamente l’impossibilità di farlo perchè la vita è insensata e l’uomo troppo vulnerabile, costretto a confermare la sua esistenza solo con il movimento.
E riesce anche a farmi commuovere con i trittici dedicati al compagno John Edwards, anch’esso consumato, corroso, perchè l’amore quando divora non può essere che cannibale.

www.francisbacon.it

Bacon e oltre ottanta delle sue opere sono a Milano al Palazzo Reale fino al 24 Agosto 2008.

Share and Enjoy:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • email
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Sphinn
Articoli correlati
  • No Related Post


Tagged as:

Violamara: Arianna è nata. Quasi subito si è messa a fare arte. Incredibilmente incline al guardare e al sentire amplificato, si dedica con passione alla fotografia e alla scrittura. Ama le scatole a forma di cuore, i mini pony e tutto ciò che è glitter. Vive e studia a Bologna.
All posts by Violamara

Leave a Reply