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14.07.2008 – Siouxsie Live Villa Arconati Bollate Milano

By Marco Kitsune • Ago 14th, 2008 • Category: Reportage

Siouxsie è sempre stata amatissima in Italia, anche se qui tutti insistono a pronunciare il suo nome come si scrive e non Siusy.

  

Non stupisce quindi l’alta affluenze per questa data milanese. Personalmente avevo avuto la fortuna di vedere i Banshees due volte nel periodo finale della loro carriera. Gran concerti, ma la band continuava in quegli anni ad avere un approccio molto ‘punk’ e sdegnoso dei compromessi, quindi canzoni vecchie e grandi hit ne suonavano veramente pochini.  La Siouxsie solista invece, vuoi per riappropriarsi della sua lunghissima storia, vuoi per accontentare di più il pubblico, di classici ne fa eccome. Qualche perplessitàl’avevo invece riguardo allo stato attuale della sua voce, soprattutto dopo aver visto il Dvd della reunion dei Banshees e il Dreamshow solista. Fiato corto e semi impossibilità a toccare qualsiasi nota alta.
La serata milanese non fuga le perplessita’ ma il volume alto della band e la grandissima presenza scenica di Siouxsie fanno sorvolare.
Si apre con They Follow You da Mantaray, primo album solista di Siouxsie. Lei è sempre bellissima, invecchiata benissimo e in splendida forma fisica. Peccato solo che continui a indossare questi costumi orrendi, a metà strada Arlechino e un costume da supereroe.
La band suona benissimo anche se conferma i dubbi che solleva in Mantaray: adeguati e precisissimi senza mai dimostrare una reale personalità.

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Sessionmen insomma. Però le canzoni nuove filano bene, forse a tratti un po’ ‘piacione’ ma senz’altro gradevoli. Spicca soprattutto Here Comes That Day, riarrangiata per chitarra elettrica e decisamente il brano migliore fra i nuovi. Però la gente vuole sentire i classici dei Banshees e viene accontentata: Dear Prudence (in realtà dei Beatles ma tristemente il più grande hit  dei Banshees) è la prima , poi arrivano Christine, Happy House e Nightshift (che come quando vidi i Banshees, è la migliore della serata, ipnotica e suadente).

Hong Kong Garden e’introdotta da Siouxsie che ci ricorda il trentennale del suo primo singolo. E’ l’inizio del trionfo.

La situazione era effettivamente strana, la regina del punk che suona davanti a una platea seduta lasciava l’amaro in bocca, faceva un po’ tristezza. Invece da subito la gente si è accalcata davanti alle transenne ravvivando l’atmosfera, e la parte finale del concerto vede una vera e propria invasione ai piedi di Siouxsie, che passer…è il resto del concerto a stringere mani e a evitare con classe chi perfino invade lo stage.

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A questo punto Siouxsie comincia a chiedere richieste e improvvisa la set list.

Il finale è veramente killer con brani storici con brani storici come Nicotine Stain, Israel,

Arabian Knights. Partono pogo intensi davanti al palco e nella baraonda il singolo Into A Swan viene giàaccolto da classico.
La canzone di chiusura è Spellbound, e il trionfo è assicurato. Niente bis, concerto breve ma intenso. Siouxsie potrà non avere più la voce di un tempo, ma la sua presenza, classe e simpatia conquistano davvero.

La set list contenente classiconi dei Banshees non guasta peraltro.

Bella serata, quindi. Però chi scrive spera di rivedere i Banshees, un giorno. Magari con la formazione originale. Di questi tempi non mi stupirei affatto.

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