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HELLEN VAN MEENE: LE ADOLESCENTI FAMELICHE

By Violamara • Mag 18th, 2008 • Category: Articoli

C’è qualcosa di vagamente morboso nell’adolescenza, nella malleabilità di un corpo che va formandosi poco a poco.
Sembianze in divenire per giovani mutanti, persi e sparsi nel punto di non ritorno, a procacciarsi generi e ruoli sociali.
Del resto il signor Freud l’aveva detto, qualunque artista per mantenersi tale deve conservare una condizione di eterna pubertà, rarissima dote da salvaguardare con il gioco. Gioco inteso nella sua accezione più vasta, come psicodinamismo attivo, dove la mente è attenta e intenta all’esplorazione del sè, vagliando modelli diversificati.
L’esplorazione è tuttavia un processo difficile, talvolta incontrollabile e inaccettabile, dal quale gli adolescenti il più delle volte non escono vincenti.
Ci paiono goffi e intimiditi, o nascosti dietro fragili maschere di sicurezza sempre lì per sgretolarsi.
Sta proprio qui la fascinazione che esercitano, spesso inconsapevolmente, quella sensazione di intima precarietà, di disagio che riempie gli sguardi di aria e li rende gonfi, impacciati. Irrimediabilmente quasi adatti. Sarà per questo che da sempre l’adolescente è stato al centro dell’interesse degli artisti, in particolare quando parliamo di fotografia.
Hellen Van Meene è una pseudo adolescente olandese (classe 1972), formatsi all’ Accademia di Amsterdam e vincitrice del prestigioso Charlotte Kohler Prize per la fotografia. Le sue immagini raffigurano adolescenti disarmoniche, incappucciate nei giacconi, con la testa sospesa sul lavandino, incastrate tra i cuscini di un divano o abbandonate nell’atto di asciugarsi i capelli in un bagno pubblico.
Fanciulle in fiore languide ed esangui, botticelliane addirittura per il pallore e le pose lascive ma in un’ottica disturbata dal crudo realismo.
La luce è carica, piena. I colori sono densi, accesi, mai violenti.
Lo strumento fotografico sa essere spietato ed Hellen ne è consapevole quando usa e abusa gli stereotipi della ritrattistica classica per mettere in evidenza le contraddizioni delle Alici teenager degli Anni Novanta : volti romantici e pose iconografiche a mostrare nudità e sensualità appena accennate distrutte subito dalla durezza dei volti, dalla mascolinità, dalla austerità impietrita dello sguardo.
Contrasti continui fra i corpi ancora infantili e le pose adulte da femme fatali malriuscite perchè le forme sono talmente inadeguate che nemmeno gli abiti riescono a contenerle, a renderle più umane, a nascondere la mostruosità del fisico che cambia in maniera incontrollabile.
Non finte educande sexy ma ragazze disangelicate, abbruttite dalla stessa fotografia , capace di cogliere dettagli decadenti che disturbano subito l’occhio.
In questo modo la Van Meene destruttura le forme tipiche di bellezza e le rovescia abilmente producendo canoni di un estetismo completamente nuovo, inusuale.

Sito Ufficiale: www.hellenvanmeene.com

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Violamara: Arianna è nata. Quasi subito si è messa a fare arte. Incredibilmente incline al guardare e al sentire amplificato, si dedica con passione alla fotografia e alla scrittura. Ama le scatole a forma di cuore, i mini pony e tutto ciò che è glitter. Vive e studia a Bologna.
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