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07.11.2007 Lisa Gerrard Max Live, Costabissara (Vicenza)

By Francis • Gen 27th, 2008 • Category: Reportage

lisa.jpgPer me era un doveroso anniversario rivedere Lisa Gerrard a distanza di vent’anni dalla sua performance tenutasi a Montebelluna come Dead Can Dance. Il viaggio è stato stressante per uno non abituato a guidare da solo in un’autostrada intasata di TIR ma per Lisa Gerrard si fa questo ed altro.

Dal di fuori sembra un anonimo parallelepipedo immerso nella zona di fabbriche posta ad est rispetto all’abitato di Costabissara, a qualche chilometro dalla bellissima Vicenza, ma al suo interno il Max è un teatro veramente stupendo: ricchi arredi, ristorante annesso, personale cordiale, acustica splendida e impianto fonico modernissimo. Hanno pure approntato un ricco buffet compreso nel prezzo del biglietto! Che volete di più? Stare bello spaparanzato nella comodissima poltrona ad ascoltare la mia cantante preferita, aria condizionata, diamine, li valeva quei 57 sacchi il concerto!

Lisa attacca subito con la canzone del ‘mulino bianco’, si insomma il brano di punta della colonna sonora de ‘Il gladiatore’, arcinoto, si sa, perchè lo abbiamo sentito mille volte alla televisione. E’ vestita di bianco con uno strascico e i capelli accrocchiati. Accompagnata dalla tastiera di John Bonnar, musicista della vecchia guardia e da altri due componenti, un pianista ed un ‘percussionista’ che produce dei suoni sintetici.
Poi veniamo deliziati da un’insolita versione di Dreams Made Flesh dei This Mortal Coil (1984) accompagnata dal piano. L’artista tiene spesso la mano sul diaframma: la voce è limpida e cristallina. Si susseguono altri brani che non riesco a riconoscere: qualcosa di etnico, poi un brano vocale che ricorda i gregoriani, due pezzi cantati in inglese un po’ blueseggianti ed uno strumentale: questo permette alla Gerrard di cambiarsi e di ricomparire sul palco in versione più dark, di nero vestita. Yulunga è veramente da brividi: uno dei brani più belli ed oscuri dei Dead Can Dance. Non poteva mancare Sacrifice, tratta da Duality ed arcinota per un’altra pubblicità (vi ricordate lo spot della telefonia con Gandhi?).
Il concerto si avvia verso la fine con altro materiale non noto al sottoscritto: altri pezzi cantati in inglese che non mi convincono più di tanto ma che sono eseguiti in maniera impeccabile. Il pubblico reclama a gran voce i bis. Fra questi c’è la bella Sanvean che troviamo in The Mirror Pool. Dopodich un membro dell’entourage compare sul palco a presentare i musicisti. La Gerrard tiene un piccolo discorso invocando le divinità della natura perchè salvino la Terra e conclude con una versione mozzafiato di una delle canzoni immortali dei Dead Can Dance, The Host Of Seraphim (da The Serpent’s Egg). E allora sembra proprio di ascendere all’Empireo!
Un’ora e mezza di estasi. Un concerto indimenticabile! Non dico altro.

Francis

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Francis: Nato il 4 luglio 63.Trasmetto a Onde Furlane dal 1984. Indigo esiste dal 1993.Ho scritto due libri in friulano, "La maree nere" e "Sense" più vari racconti sulla rivista "La Comugne". Collaboro con la rivista "Ascension". Di mestiere sono magazziniere.Dal 2004 sono la voce dei riformati Soglia del Dolore.
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