Body art: l’amore non corrisposto
By Violamara • Ott 28th, 2007 • Category: Articoli
Delle volte mi tocco le tempie in maniera ossessiva. Mi piace sentire che sotto c’è il cranio.
La sensazione che provo è rassicurante, come una certezza indiscutibile e pacifica, meravigliosa coscienza d’essere. Ecco il nostro corpo, contenitore ripieno, l’unica verità possibile.
Lo sanno fin troppo bene quegli artisti sessantottini- stufi di stare nell’ombra della Nuova Grande Era del Consumo che cominciano ad utilizzare il corpo come un’opera, come una materia sul quale intervenire. Corpo come massima espressione quindi, corpo come liberazione del mondo interiore in tutta la sua incredibile potenza, corpo come catarsi.
Solo esibizionismo e trasgressione nei confronti delle Vecchie Care Convenzioni Sociali?
Non credo. Il discorso qui si fa più difficile e parte dalla necessità disperata dell’uomo di apparire, di mostrarsi per poter essere. Il desiderio del sensazionale e del magistrale è sempre e comunque accompagnato da un’esasperata analisi di ogni possibilità che la corporeità regala.
Non stiamo parlando solo di arte. Parliamo d’amore. Parliamo di una dimensione sentimentale dove l’emozione vince sempre sulla realtà. La dolcezza è una meta tanto ambita quanto irraggiungibile.
E’ un amore assolutamente non ricambiato, un amore sofferto. Si tratta di un amore che non può esistere. Si tratta di un amore che, in un’ottica anche leopardiana a tratti, inevitabilemente deluderà ogni mia aspettativa. Dove indirizzare allora tutto questa passione?
L’assenza di un sentimento completo prima, e l’impossibilità di viverlo nella sua interezza poi, portano alla creazione di un doppio, un altro uguale a me ma travestito.
Un altro me che non posso fare a meno di amare in maniera radicale.
L’affetto che prima era bloccato, schiacciato da qualche parte, nascosto in qualche buco di vuoto ora è libero di dimostrarsi. Con il sangue e con il sacrificio, con i tagli e con le spine di Gina Pane, con le viscere calde degli animali di Hermann Nitsch, ma anche più semplicemente con le contorsioni e gli stupri pittorici di Arnulf Rainer.
Attraverso la vita si sente così la morte, la si affronta senza alcuna paura, con la lucidità straordinaria di chi sa che per guarire talvolta bisogna ferirsi.
Violamara: Arianna è nata. Quasi subito si è messa a fare arte. Incredibilmente incline al guardare e al sentire amplificato, si dedica con passione alla fotografia e alla scrittura. Ama le scatole a forma di cuore, i mini pony e tutto ciò che è glitter. Vive e studia a Bologna.
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