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Intervista con “The Silence Industry”

By Ekleipsi • Ago 26th, 2007 • Category: Interviste

Vengono dal Canada, questi giovani musicisti, ed hanno una grande voglia di portare all’attenzione del pubblico la loro musica fatta di atmosfere dark e scariche di ribellione.
Provengono da esperienze musicali molto diverse, si esibiscono in assordanti live d’oltre oceano e appena lo scorso mese hanno rilasciato l’album che concretizza la loro comune passione e l’interpretazione che ne hanno dato; in occasione di questo passo, la voce del gruppo ed il leader che lo ha fondato, Graham Jackson, ha voluto rispondere a qualche domanda, posta da Anna, una dei loro fan, e qui tradotta per voi.

Anna: Ciao Graham, grazie di aver accettato l’intervista; ho ascoltato il vostro album diverse volte e l’ho apprezzato molto, sebbene debba confessare mi abbia sollevato alcune curiosita’… Ad esempio, nonostante la voce in stile dark, mi e’ parso essere un album ricco di rabbia e a tratti di violenza, piu’ vicino alla ribellione che alla tristezza: mi sbaglio? Voi come classificate il vostro lavoro?

Graham: Si, hai ragione. Non trovo affatto strano che l’album ti abbia dato questa impressione perche’ contiene un grande spirito di ribellione.
Di solito non faccio un grande sforzo per classificare il nostro lavoro e neppure per spiegarlo: una gran parte di cio’ che facciamo nella musica, viene fuori dalle nostre riflessioni su cose come il la filosofia, la politica radicale, la spiritualita’ radicale (passami il termine, non ne trovo uno migliore!).
Sarebbe stupido illudersi che il nostro lavoro musicale sia separato ed indipendente dalla nostra esperienza soggettiva, che e’ sempre piena di emozioni, relazioni e tutto il resto. Non lasceremo mai il nostro percorso solo per adattarci ad essere “dark”, e allo stesso tempo se ci sentiamo tristi non abbiamo paura di esprimerlo.

Anna: Parlando del suono del vostro album, molte volte mi ha fatto pensare a band come i Cure: prendete ispirazione da band come questa? Qual’e’ il background musicale del vostro gruppo?

Graham: Ce lo hanno detto molte volte, forse a causa del mio modo di impostare la voce, non saprei. Ad ogni modo, si, mi piacciono i Cure, ma solo “faith”, “pornography” e una parte di “disintegration”; mi piace la loro musica, ma non li considero una delle maggiori influenze: dalla musica di quel periodo traggo molto piu’ ispirazione dai primi lavori dei Chameleons.
Quanto ai nostri background musicali, sono molto vari: siamo amici che si sono incontrati in momenti differenti delle loro vite… Josh e’ stato per un po’ sia un batterista jazz che death-metal, e non disprezza neppure l’elettronica; Laura invece ha studiato chitarra classica con mia sorella per un po’, mentre io e Hyuma ci divertiamo a suonare insieme fin dai tempi del liceo.

Anna: E cosa mi dici del nome della band? “La fabbrica del silenzio” e’ una sorta di paradosso… da dove viene?

Graham: Si, e’ intenzionalmente paradossale. Mi e’ venuto in mente mentre ero sull’autobus per andare al lavoro.
All’inizio non ero molto sicuro di questo nome, ma con il passare del tempo mi e’ sembrato sempre piu’ adatto al progetto: dice tutto cio’ che volevo dicesse il nome della band! Sapevo di volere qualcosa che per me avesse un significato; qualcosa che contrastasse con la moda del momento di dare nomi di due sillabe alle band che non dicevano nulla; qualcosa di ironico…
A quel tempo mi accorgevo sempre piu’ di come sia facile buttare giu’ un artista o un gruppo e semplicemente metterli a tacere, e di come l’industria musicale giochi un grande ruolo in tutto questo, impedendo alle band di emergere, chiudendo loro la strada e decidendo cosa la gente debba ascoltare. Volevo che questo progetto fosse un’espressione libera, pura: “The silence industry”era perfetto!
E… Anna, se tu ci vedessi suonare live, noteresti che l’ironia sta anche nel fatto che il nostro palco e’ tutto fuorche’ silenzioso!!!

Anna: A proposito di live: qual’รจ lo show di cui hai ricordo migliore? E invece la tua esperienza piu’ comica?

Graham: Questo progetto ha preso il via da poco, quindi non abbiamo ancora suonato molto live, sebbene abbiamo progetti piu’ consistenti per il futuro.
Il nostro primo concerto e’ stato senza dubbio il migliore: la gente si e’ divertita ed anche noi, a suonare ci siamo divertiti molto: non stavamo nella pelle per fare il prossimo.
Ma proprio quello successivo e’ stato… beh, strano. Era organizzato in un locale della parte di citta’ che chiamano “hip nightlife”, e gia’ questo avrebbe dovuto farci temere il peggio… Abbiamo suonato per circa trenta secondi prima che ci staccassero la corrente e saltasse sul palco un tizio della direzione, a dirci di scendere. Josh si e’ arrabbiato e gli ha gridato qualche insulto, mentre io ho continuato a suonare la chitarra senza cassa… poi ce ne siamo andati: performance artistica, non c’e’ che dire!

Anna: E per finire, la domanda immortale: che progetti avete per il futuro?

Graham: Piu’ musica e piu’ live, ecco tutto. Vorremmo riuscire a creare un nuovo album per la fine del 2008.

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