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06/07/07 SONIC YOUTH live in Ferrara

By Writer For A Day • Lug 17th, 2007 • Category: Reportage

Piazza Castello ore 21. Il pubblico è ancora vago e disinteressato quando inizia la performance dei MY CAT IS AN ALIEN gruppo electro-noise italiano che propone un sound estremo a tratti quasi fastidioso-allucinato, per timpani allenati insomma. Dopo una quarantina di minuti abbandonano il palco, ora c’è molta più gente e l’atmosfera della piazza è suggestiva. Il torrione appare nella penombra di un sole crepuscolare che prepara l’entrata in scena dei SONIC YOUTH. Il gruppo storico newyorchese è accolto con il calore e la frenesia d’ascolto che accompagnano i più grandi eventi live. Ed è giusto che sia così per una delle formazioni + imitate degli ultimi decenni.

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L’urlo dell’america underground si apre con il memorabile riff di Teenage Riot e gli sguardi dei numerosi fan ora sono inchiodati sui loro beniamini. Come da tracklist si prosegue con Silverocket affidata alla voce di Thurston Moore ed il muro di chitarre che si alza incita i più appassionati ad un saltellare sostenuto ma mai aggressivo. Nonostante i quasi trent’anni di carriera (si sono formati nel 1981) la sensazione è di avere di fronti dei musicisti ancora vigorosi ed incisivi infatti gli applausi emergono convinti al terminare di ogni brano. Ed ecco che nel proporre delle ballate garage-rock, Eric’s Trip ed Hey Joni Moore e la stessa Kim Gordon appaiono salire di tono e proporsi con più enfasi sui rispettivi strumenti (chitarra e basso).

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L’altra chitarra Lee Ranaldo è il più ispirato della serata ed è anche quello che maggiormente cerca di coinvolgere il pubblico dimostrandosi interessato alla lingua italiana che prova a proporre rivolgendo qualche battuta non proprio azzeccata.

Ma è proprio quando più le chitarre si contorgono e si ergono in un crescere discontinuo ma mai fine a sè stesso che viene fuori l’anima più profonda deI SONIC YOUTH. Il rumore applicato al formato canzone riesce ad essere ancora una volta efficace. E’ la suggestiva e psichedelica Kissability a precedere i 15 minuti di puro delirio della trilogia conclusiva di Daydream
Nation.

Tra distorsioni e chitarre lancinanti che ancora riecheggiano il gruppo lascia il palco per una pausa che concede agli spettatori la consapevolezza di soddisfazione.
I bis riguardano gli ultimi lavori della band ed alla faccia della veneranda età dopo due ore di concerto è il pubblico a sembrare il più provato. Kim Gordon ora si propone in un girotondo psicotico da ragazzina e Moore sfoga la sua chitarra con più sensualità ed aggressività di prima.

Escono di scena dopo un ulteriore bis e più di due ore di esibizione. La passione per la musica è dimostrata, il pubblico ebbro di stima ed emozioni. Il noise è più vivo che mai, cosa volere di più?

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