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27.05 – Wave Gotik Treffen 2007

By Creepy-Eyes • Giu 6th, 2007 • Category: Reportage

Anche per questa giornata si è optato per una duplicità di generi: medieval ethereal il pomeriggio alla Schauspielhaus e neofolk la sera all’Anker

Estampie

Dopo una dovuta attesa riusciamo a prendere posto in questo delizioso teatro. Gli Estampie, enseble tedesca, nei circa 60 minuti di esibizione propongono opere di stampo medievale provenienti dalla tradizione dell’europa nord occidentale, della Spagna, dell’Italia ed anche dell’Oriente, eseguiti con l’uso di percussioni, strumenti a corda ed ad arco, flauto suonato dalla stessa cantante ed harmonium. Ogni pezzo viene presentato compiutamente ed ogni presentazione genera incredibili scoppi di risate tra il pubblico, ilarità alla quale però non ci è dato partecipare perchè totalmente in tedesco! I pezzi sono molto elaborati, la potente voce della cantante, di origine spagnola, si destreggia bene fra differenti idiomi. Viene anche proposta una ‘cover’ celebre: il Salterello, 1300 circa! Un’interpretazione piacevole e rilassante.

Qntal

Ovvero il grande rammarico. Dovendo spostarci per tempo per raggiungere l’Anker abbiamo potuto goderci solo 30 minuti di una performance che si preannunciava decisamente promettente. Le sonorità proposte da questo terzetto sono sempre medievaleggianti-ethereal ma raggiungono, grazie all’uso delle tastiere, un risultato decisamente più catchy ed attuale. Durante l’esibizione inoltre, alle spalle dei musicisti il video della canzone Von den Elben, pezzo di apertura dello spettacolo, e giochi di luce rendevano il tutto ancora più suggestivo. Con questo gruppo l’attenzione del pubblico era decisamente più desta rispetto che con Estampie. Insomma tutto prometteva bene se, come detto, non avessimo avuto la necessità di fuggire prima del termine. Peccato.

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 Come programmato raggiungiamo l’Anker, questa simpatica location, a metà fra il teatro ed il pub, gremita di personaggi in divisa o per lo meno militar-simpatizzante radudati per questa serata a totale tema folk.

All my faith lost

In quanto friulani avevo già avuto modo di vedere svariate volte questo gruppo pordenonese, ma l’orgoglio regionale di vedere questa piccola ensemble al Treffen unito alla curiosità di sentirli con il ‘nuovo acquisto’ ovvero Fabio al violino, mi ha reso felice di essere arrivata per tempo. Tradendo una certa emozione il terzetto ha saputo interessare un pubblico probabilmente abituato a suoni meno delicati, pubblico al quale va il merito di aver assistito al live senza coprire con brusio e schiamazzi la sottile voce di Viola, fatto che purtroppo ho visto accadere spesso in Italia. Tra i pezzi proposti, ovviamente i tempi ristretti non consentono un repertorio più ampio, spiccano The Waves Reheasal e Notti bianche. Un buon riscontro in definitiva sia a livello di partecipazione sia a livello di interessamento alle produzioni ed al merchandise proposto per l’occasione dal mini stand di Final Muzik.


 

Lux Interna

Detesto arrivare ad un concerto di un gruppo a me sconosciuto con la suggestione delle opinioni altrui, specie se negative ma anche sforzandomi non avrei saputo trovare niente di positivo in questa formazione. Musiche che mescolano un cantautorato tipico americano con influenze folk ed un cantato che ricorda a sprazzi Nick Cave. Bastano 3 pezzi a nausearmi, così preferisco gironzolare per la sala. A fine concerto mi sembra passata un’eternità ma considerando gli applausi non troppo enfatici probabilmente non sono l’unica a pensarla così. Non mi piace essere polemica ma…


 

Rome

A questo trio va sicuramente il titolo di ‘rivelazione’ di questo mio Treffen. I Lussemburghesi Rome, tra le ultime proposte dell’etichetta Cold Meat Industry, propongono un folk-industrial fatto di chitarra, basso e percussioni, in cui la morbidezza della chitarra e delle voce si legano incredibilmente bene con le rullate militareggianti del percussionista. Pezzi mai scontati, coinvolgenti dal primo all’ultimo, con un giusto equilibrio tra cadenza marziale e fluidità folk. Niente da aggiungere semplicemente ottimi.

RomeRomeRomeRomeRomeRomeRomeRomeRome


Ataraxia

E finalmente arriva il gruppo punta della serata gli Ataraxia, altro nome per la Cold Meat Industry, che nelle terre alemanne dimostra di essersi guadagnato un più che di discreto seguito. La performance comincia con i membri del gruppo visibilmente tesi per, mi pare di intendere, problemi legati al sound check, anche se subito la tensione sembra tramutarsi in puro pathos.

Fa una certa sensazione sentire la lingua italiana riempire l’aria ed interessare gli astanti, ma allo stesso tempo non saprei immaginare idioma più adatto ad una musica così ricca di poesia.
Nonostante i tentennamenti dell’inizio la performance prosegue per il meglio carica di pomposità ma mai eccessiva.

AtaraxiaAtaraxiaAtaraxiaAtaraxiaAtaraxiaAtaraxiaAtaraxiaAtaraxiaAtaraxia

Ed a questo punto della giornata il mio sistema segnava ‘Batteria quasi esaurita’.

Pics Creepy-Eyes

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2 Responses »

  1. Grazie per la recensione!
    In effetti eravamo un pò emozionati…d’altronde suonavamo al WGT!

    Hai fatto delle belle recensioni,
    confermo le descrizioni perchè c’ero!

    ciao!
    -Fabio-

  2. Jurgen,
    hai fatto un bel report, preciso e scritto bene!
    Belle anche le foto, a parte un soggetto preoccupante con occhiali tondi e guance prominenti.
    Ciao!
    Gianfranco

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