La vie en rose
By Ophelie Raven • Mag 8th, 2007 • Category: Recensioni
‘La fille de joie est belle/Au coin de la rue Labas/Elle a une clientèle/Qui lui remplit son bas/Quand son boulot s’achève/Elle s’en va à son tour/Chercher un peu de rève/ Dans un bal du faubourg’ (L’Accordèoniste)
‘La Mème’ è l’ultimo film di Olivier Dahan (’I fiumi di porpora II’) dedicato interamente alla vicenda biografica della cantante francese Edith Giovanna Gassion, in arte Edith Piaf. La pellicola, uscita nelle sale italiane il 4 maggio 2007 con il titolo ‘La vie en rose’, è stata l’apripista del Film Festival di Berlino 2007 e ha visto la partecipazione di attori francesi come Marion Cotillard (’Un’ottima annata’), Gèrard Depardieu e Marc Barbè(’L'Intouchable’). Il film si basa su un flash back continuo che si muove, creando anche una certa confusione nello spettatore, dal 1918 al 1963 tra Francia e Stati Uniti. Edith Piaf (M.Cotillard) nasce nel 1915 a Belleville quartiere popolare parigino, qualche anno piùtardi, dopo essere stata abbandonata dalla madre, viene affidata alle cure della nonna paterna che gestisce un bordello in Normandia. Quando il padre, saltimbanco e contorsionista, ritorna dal fronte Edith è costretta a seguirlo nel suo pellegrinaggio circense per l’Europa. Nel 1932, ormai adolescente, Edith ritorna a Parigi e tra le vie di Montmartre alticcia e affamata chiede l’elemosina cantando. Avviene proprio tra quelle strade l’incontro con l’impresario Louis Leplèe (G.Depardieu) che la condurrà sul palco del cabaret ‘Gerny’s ‘ fino alla clamorosa ascesa del 1937. Dopo essere stata coinvolta nell’omicidio di Leplèe la sua carriera subisce uno stallo. La mème Piaf riuscirà a riottenere successo grazie a Raymond Asso che la farà sbarcare sui palchi d’oltreoceano.
Nonostante una caricatura troppo marcata della fragilità fisica della “chanteuse rèaliste’, Dahan dipinge con efficace semplicità la vita intensa ed amara della Piaf, con i suoi momenti di povertà, di dolore e di eccessi. Un personaggio infelice ed orgoglioso, sotto molti aspetti controverso, in cui l’attrice Marion Cotillard è riuscita a calarsi senza sbavature subendo anche numerose metamorfosi fisiche.
‘La vie en rose’, seppure con qualche imperfezione dovuta ad un interpretazione troppo melodrammatica della biografia dell’artista, è un film degno di attenzione che apre le porte dell’universo di una delle più conosciute ed amate interpreti della canzone francese, che ha ispirato e continua ad ispirare con la sua voce numerose generazioni di artisti e non.
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