Intervista ai Kitsune
By Creepy-Eyes • Gen 30th, 2007 • Category: Interviste![]() |
Un sound caratterizzato più dalla voglia di fare un certo tipo di musica piuttosto che da definizioni come New Wave o Shoegaze, un futuro con l’etichetta inglese Izumi Records ed un live come openers dei Cinema Strage che sicuramente punterà su di loro una certa attenzione: i veneti Kitsune ci parlano della loro musica e dell’ultimo demo Kiss kiss bang bang.
C. E – Ciao ragazzi, e grazie in anticipo per la disponibilità. Il nucleo centrale dei Kitsune si forma nel 2000 dopo che alcuni di voi avevano già militato in band dalle influenze piuttosto eterogenee. Ritenete che i vostri trascorsi sonori confluiscano all’interno della musica dei Kitsune o rimangano strettamente parte del bagaglio musicale di ognuno di voi? |
Marco: Per un po’ io e Riccardo abbiamo suonato sia negli Arkam, che esistevano da alcuni anni, sia nei Kitsune, che si erano appena formati. All’inizio cercavamo di tenere separate nei suoni le due entità, ma con lo scioglimento degli Arkam nel 2000 non ce n’è stato più bisogno. Con la recente entrata nei Kitsune di un nuovo chitarrista, Daniele anche lui ex Arkam, sicuramente c’è stato un ulteriore riavvicinamento al nostro passato. Personalmente l’esperienza con gli Arkam , dove avevo libertà di espressione, è stata fondamentale per il mio modo di suonare oggi nei Kitsune. In questi ultimi perà, c’è più ‘disciplina’.
Luca, il bassista, viene dagli Char Dham. Per lui è stata un’esperienza importante e la sua entrata ha sicuramente modificato il suono del gruppo dove però, nonostante la sua bravura, ha optato per linee di basso più semplici ma incisive.
Silvia: Per quanto mi riguarda, il mio iter musicale passato non ha in nessun modo influenzato il mio modo di cantare attuale. In tutti e due i gruppi di cui ho fatto parte (Cabaret du Ciel e Let’s scare Jessica) sono sempre cambiata. Forse perchè non ho mai avuto un modello preciso da seguire. Uso la mia voce in base a come mi ispira la musica.
C.E – Il 2006 ha visto l’uscita del demo ‘Kiss kiss bang bang’, quale delle cinque tracce che lo compone pensate rispecchi e riassuma al meglio la musica che volete proporre?
Kitsune – Ognuno di noi è legato particolarmente ad un suo pezzo, sia per ciò che ti trasmette quando lo suoni o per il contributo individuale che lo fa sentire proprio dovendo sceglierne uno, forse questo ‘Vapid’. Questa canzone è nata così velocemente, così spontaneamente’ Matteo aveva cominciato a suonare un giro non sviluppato dalla sua band precedente, Marco l’ha seguito con un vecchio giro dei Kitsune, Silvia ha cominciato a cantarci sopra ed il brano si è scritto da solo’ riascoltando le registrazioni fatte quel pomeriggio è sorprendente come quella prima idea sia simile alla versione poi incisa. Fra l’altro, stavamo per andare in studio e l’abbiamo inclusa all’ultimo minuto’ forse anche perchè contiene tanti dei nostri ingredienti al meglio: è post-punk, pop, noise e soprattutto è semplice e diretta’
C.E – Una cosa che salta subito all’occhio in questo demo è la presenza di sole tracks in lingua inglese, a differenza del promo del 2004
completamente in italiano. Questo cambio di rotta è legato ad un desiderio di proporvi anche fuori dal contesto nazionale?
Kitsune – Oh, passare dall’italiano all’inglese è stata proprio una lotta! Bisogna dire che tuttora quando i pezzi sono in costruzione Silvia canta in gramelot, un po’ come facevano i Cocteau Twins (ma anche i Sigur Ròs oggi), tanto che tre pezzi del primo demo del 2002 sono cantati così. Cantare in italiano era una cosa su cui si era impuntato Simone, il nostro primo bassista. Erano anche anni in cui cantare in inglese in Italia ti chiudeva molte porte in faccia!! Il secondo demo del 2004 è tutto in italiano, ma sapevamo che la musica che facevamo si sposava pessimamente con la nostra lingua tanto per problemi di metrica che di suono. In più per Silvia scrivere in italiano in modo efficace era un lavoraccio anche perchè ascoltando sempre musica inglese le veniva spontaneo improvvisare su canzoni nuove con quella ‘lingua’ con l’uscita di Simone dalla band abbiamo provato con l’inglese ed il risultato ha convinto.
C.E – Il demo contiene anche un rifacimento di Da hype di Robert Smith e Junior Jack, come mai avete scelto questa canzone per una cover e magari non una più collaudata hit dei Cure? O è proprio questo il motivo?
Kitsune - In realtà la cover è stata registrata pochi mesi dopo che avevamo chiuso il demo. Nel 2000, con gli Arkham, avevamo partecipato a ‘Pink pig: the whole Cure in the mirror’, un tributo molto particolare ai Cure ideato in Argentina: l’idea era di far re-interpretare ogni canzone mai incisa dalla band – demo compresi- dai fans di tutto il mondo. Bastava prenotare una canzone e la qualità della canzone non contava; usci in un’edizione di 13 CD per un totale di 500 copie numerate fu consegnato ai Cure e recensito da varie riviste come ad esempio ‘Record Collector’ per l’Inghilterra. Per certi versi rimane un progetto unico, per nessun altro gruppo è mai stato fatto niente di simile tanto che recentemente è stato incluso nelle discografie di alcuni libri sui Cure (con gli Arkham incidemmo ‘the hanging garden’). L’anno scorso -2006-hanno deciso di fare l’aggiornamento con il materiale uscito successivamente (dal 2001 a oggi), così abbiamo deciso subito di partecipare anche se la scelta dei brani era limitata; quindi, anche se si trattava solo di una collaborazione tra R. Smith e J. Jack, ‘Da Hipe’ ci sembrava la canzone più adatta ad essere fortemente riarrangiata, una sorta di sfida visto che l’originale è essenzialmente elettronica mentre noi l’avremmo suonata come una band. In più ci divertiva il fatto che fosse un pezzo piuttosto conosciuto, da classifica insomma. Tenendo conto che l’abbiamo registrata e mixata in un solo giorno, ne siamo piuttosto soddisfatti, tanto più che si sposa perfettamente col resto del demo’ e perchò non dirlo più di qualcuno l’ha trovata addirittura più bella dell’originale!!!
C.E – Beh mi associo anch’io a questo parere! Per quanto riguarda i concerti quali pensate siano gli elementi fondamentali per la riuscita di un buon live?
Kitsune - Probabilmente ti potrà sembrare un luogo comune, ma, se i locali si servissero di impianti decenti, siamo convinti che ogni nostro concerto riuscirebbe ci è successo di fare concerti così così, ma quando sul palco senti solo fischi dalle casse spia e l’acustica è pessima, ci sorprendiamo di riuscire ad arrivare alla fine del concerto.. Riteniamo di avere un suono particolare e ricercato a nostro modo ma questo è valorizzato solo da un impianto decente dei locali, altrimenti l’effetto può essere esattamente opposto e generare caos. Nell’anno appena passato, a causa di un cambio di formazione, abbiamo suonato pochissimo dal vivo’ nel 2007 contiamo di rimontare ma la cosa più importante, quella a cui teniamo di più, è la probabile incisione del nostro primo album.

C.E – Direi che è tutto, grazie per aver resistito fino alla fine! L’ultima battuta spetta a voi quindi sbizzarritevi!
Kitsune - Oddio questa parte delle interviste ci mette sempre in crisi! Non abbiamo messaggi speciali e non siamo molto bravi a farci pubblicità con messaggi auto referenziali piuttosto, forse è presuntuoso ma, riteniamo che sia la nostra musica a dire già tutto, quindi per chi volesse farsi un’idea di ciò che facciamo, lo invitiamo a visitare la nostra pagina su My Space, in attesa di aprire un nostro sito ufficiale che prima o poi finiremo! Senza dubbio, possiamo dire onestamente che con i Kitsune facciamo esattamente ciò che ci piace fare, ci evolviamo continuamente senza preoccuparci veramente di essere capiti o accettati questa èsempre stata un’attitudine fondamentale per noi e sembra che ora cominci a dare i suoi frutti, siamo molto orgogliosi di ciò che facciamo e a livello individuale non esiste in Italia un’altra band in cui vorremmo suonare.
MySpace http://www.myspace.com/kitsunetsuki
YouTube http://www.youtube.com/watch?v=kHQuTycIMwg
Upcoming shows: 9 febbraio + Cinema Strange @ Totem Club (Vicenza)
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