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Marti – ‘Unmade Beds’

By Drowning • Nov 7th, 2006 • Category: Recensioni, dark-gothic

(Green Fog Records/Wideside America)

Il debutto di Andrea Bruschi con i Marti arriva come un fulmine a ciel sereno nel mio stereo. Il passato del genovese, sconosciuto ai più, ci appare oggi ancora come avvolto nell’ombra del genio: un riassunto anonimo della storia di molti grandi della musica prima di iniziare un nuovo capitolo. Inaspettatamente tutto italiano.

‘Unmade Beds’ è un viaggio nell’intimità più profonda e paurosa, alla quale Bruschi fa seguire lunghe pause ‘purificatrici’. Messosi a comporre, la sua scrittura dà voce a una vocazione ardente che oscilla ancora tra il crudele, l’ironico e il sentimentale come solo Nick Cave è stato, forse, in grado di rappresentare. Si nutre di cupa follia e di inquietudine e poi sfocia in versi d’odio e amore di una bellezza assoluta e dolorosa. L’amore colto nel suo momento di gloria o nella sua degenerazione, ma pur sempre visto come unico mezzo per sopravvivere e redimersi. Andrea sembra, senza paura di strafare, sceso dall’Olimpo dei songwriter sublimi, ognuno dei quali definisce un genere a se.

I Tuxedomoon? Già. I Bad Seed? Certamente. Leonard Choen? Si. David Tibet? Perchè no? Una scoperta assoluta. Un disco bellissimo. Un drappo di velluto sopra l’immondizia che in realtà tutti siamo. Un cabaret di Marc Almond più ritualistico ed alchemico che canta di Genova di notte. Come De Andrè? No. Ma solo perchè il rapporto è diverso e i miti sono inviolabili. ‘Indie-canzonid’autore-jazz-no wave-noir urbano: te lo immagini un David Bowie se non avesse fatto successo dopo Berlino e, depresso, si fosse in qualche angusto monolocale genovese?’: ecco, Stafano Fiz con queste poche righe centra il bersaglio di quello che i Marti sono e, forse, volevano proprio essere. Qualcosa così, di un’eleganza dimessa. Un disco che gronda spleen ogni solco. Qualcosa come a dire: Portami via di qui. Ti prego. Portami lontano. Di notte, affacciati su troppo buio, ascolteremo un disco così. Una conquista preziosa per la discografia nostrana. O, se è troppo, per quella mia personale.
Ps: il disco è stato prodotto dall’ex Scisma Paolo Benvegnù, tanto di cappello. Ed è stato realizzato con la preziosa collaborazione della Green Fog Records (a sorpresa l’etichetta dei Meganoidi).

Web Site: www.martimusic.net 

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