Intervista a Ottodix
By Creepy-Eyes • Nov 1st, 2006 • Category: IntervisteQuesta volta LIT è andata a disturbare Ottodix al secolo Alessandro Zannier. Un nuovo album in promozione, una collaborazione con Garbo ed una carriera artistica che non comprende sono la musica: Ottodix ne ha di cose da raccontarci.
| Creepy-Eyes. Partirei subito col parlare dell’ultimo avvenimento di casa Ottodix ovvero la presentazione dell’album Nero avvenuta il 6 ottobre al Transilvania di Milano. Come ti è sembrato il riscontro da parte del pubblico rispetto ai nuovi pezzi presentati? Ottodix. A parte la coincidenza con lo sciopero dei giornali e un sacco di concerti in contemporanea su Milano (compreso George Micheal..), l’affluenza è stata abbastanza buona, ma quello che conta è che la partecipazione è stata tanta e rumorosa. Non è facile tenere un live set totalmente elettronico per due ore di fila senza assopire un po’il pubblico,sai? |
Le canzoni di “Nero”hanno una buona presa sul pubblico, perchè sono molto varie, hanno tutte una sfumatura diversa: alcune restano per l’atmosfera creata dagli arrangiamenti, altre per il tiro che danno in live, altre ancora per il testo. Sono felice di avere un pubblico attento, quando eseguo un brano dal testo complesso. L’album non è tra i più facili al primo ascolto, quindi credo che riuscire a catturare l’attenzione del pubblico fino alla fine sia già un bel traguardo. In realtà stiamo testando la resa dei brani on stage da molto tempo, non era certo una prima assoluta; abbiamo colto l’occasione dell’uscita dell’album e della presentazione del video di “Ossessione” primo singolo, per ufficializzare il tutto.
C.E. Nei testi di Nero così come nel booklet del CD compaiono più o meno direttamente svariate figure femminili. Come definiresti la donna di Ottodix ed a quale personaggio femminile della storia o della letteratura la
accomuneresti?
O. Mmhh. per quanto riguarda le donne della cover, quelle hanno un significato preciso: il personaggio alato che incarno in copertina è una sorta di attore, mimo, maschera, che nel suo camerino ha una serie di portaparrucche e siede di spalle davanti ad uno specchio (quelli da teatro, con la corona di lampadine…). Ogni porta parrucca è una testa “vera” di donna, è un personaggio da indossare, da rivivere nel ricordo.. Una sorta di macabra galleria di trofei (parola brutta), di ricordi, una galleria di amori passati, che però si indossano ancora di tanto in tanto, che ci segnano e fanno parte di noi. Ecco.. Lo spirito di “Nero” sta proprio in questa malinconia velata, – della morte di ogni amore – come scrivo nei credits.
Per questo la donna di Ottodix, quella descritta nelle canzoni, è sempre o quasi, quella fuggita, perduta o che sta per sparire. Credo che l’amore perduto sia il segnale più forte del tempo che passa sulla nostra pelle.. Ti dice chiaro che tutto muore, anche quello per cui hai fantasticato tanto e che sembrava eterno, l’ulteriore prova, se fosse necessario, che morirai anche tu, come tutte le cose. Quindi, un album sull’amore e sulla morte..
Le donne da descrivere nei miei brani sono in realtà quella parte del carattere delle donne (di tutte, credo) che sa esercitare quando vuole, un potere di seduzione e di ipnotismo assolutamente soggiogante per un uomo. La capacità di giocare con gli sguardi, gli inganni, la capacità di tradire per poi sparire o rientrare nei ranghi, il lasciarsi andare ad un colpo di testa per poi pentirsene o rinsavire. Tutta questa complessità, che devasta letteralmente la struttura psicologica maschile, ben più semplice e meno sfaccettata, è per me fonte inesauribile di ispirazione.
Ah..Sono comunque felicemente sposato da sette anni ed una delle 5 signorine decapitate della cover èproprio lei..

C.E una track che secondo me spicca all’interno dell’album è Vedova Nera sia per le ritmiche martellanti sia per il testo più duro e disilluso degli altri. Questa doppia eterogeneità di testi e musica è in qualche modo voluta/legata?
O. Forse l’effetto “raddoppiato” nasce dal fatto che spesso scrivo i testi sulle basi già quasi ultimate, quindi, in questo caso, l’arrangiamento ha direttamente ispirato la durezza delle parole raddoppiandone l’effetto.. Uso spesso questa tecnica per trarre un’ispirazione che altrimenti da sola non verrebbe. Vedova Nera è un pezzo di cui sentivo il bisogno, un esperimento in 3/4 che trovo riduttivo accostare a Personal Jesus dei Depeche, quando è ormai un ritmo rispolverato da parecchi artisti orbitanti nel mondo dell’elettronica. (Goldfrapp ne fa un uso massiccio). E’pensato per il live, per dare allo show quel tocco di rock sintetico, quella versione incazzata della mia musica. Inoltre si stacca molto anche grazie al voluto accostamento con l’altro brano “diverso” in senso diametralmente opposo che è la lentissima “La Casa Dalle Mura Sussurranti”. Il testo di Vedova Nera non lo trovo tanto lontano dagli altri, solamente ho messo a fuoco il mio modo di essere violento, mentre in altri episodi del disco metto a fuoco il mio modo di pensare all’amore, alla morte, alla notte, ecc Per quanto riguarda le ritmiche martellanti e i suoni graffianti, non credo sia un episodio del tutto isolato: “Balla Con Lei”, nonostante sia un po’ più morbido, và nella stessa direzione…Sono due brani con un suono e una ritmica da “schiocco di frusta”..
C.E prima hai parlato della tua collaborazione con Garbo, che dalla scorsa primavera, periodo di inizio del suo electro tour, ti vede suo principale strumentista. Come è iniziata l’interazione con questo artista e se ha rappresentato per te un momento di crescita artistica?
O. E’iniziato tutto esattamente un anno fa, quando presentavo a Milano la nuova formazione e alcuni brani di Nero in anteprima, con cd ancora in fase di registrazione. Garbo era tra i tavoli come ospite seduto con mia moglie e G.Kalweit (ex Deltav), nostra cara e comune amica. Lo conoscevo già, in verità, per alcuni concerti condivisi come gruppo d’apertura, ma quella sera si è evidentemente convinto che qualcosa gli piaceva, tanto che ci ha chiamati ad aprire un suo concerto natalizio per celebrare i suoi 25 anni di carriera.. A fine esibizione ho eseguito un suo brano “Cose Veloci” completamente riarrangiato in elettronico.
In gennaio mi ha telefonato chiedendomi di riarrangiargli tutto il live del 2006…A marzo siamo partiti, con il management e il booking di Photographic (Francesco Morra) e abbiamo infilato una quindicina di date in quasi tutta Italia, con Ottodix in apertura e Garbo a seguire, con me e Mauro Franceschini (percussionista e tastierista di Ottodix) e vari tastieristi di volta in volta, come band. Ci si diverte molto e credo ci si voglia bene un po’tutti, management compreso. E questo non è poco, in questi ambienti, te lo posso assicurare.
Crescita artistica? Certamente. Renato (Garbo) ha un carisma sul palco e un fiuto per i testi e per sintetizzare certe atmosfere care a tutti e due, che io ancora non ho.. Se mi dicessero “sei stupito di avere incrociato Garbo, sulla tua strada nella musica?”, risponderei di no. In chi altro potevo imbattermi, con quello che scrivo e faccio, in Italia? certi percorsi, credo, sono già scritti. Basta avere la perseveranza di continuare per la propria strada.
C.E La tua attività di artista non riguarda solamente la musica ma comprende anche installazioni, grafica e digital art. I concetti e/o le emozioni incarnate da queste espressioni non sonore vengono poi anche trasportate all’interno della tua musica o fungono semplicemente da cornice come potrebbe essere un’opera grafica utilizzata poi per la cover di un album?
O. L’attitudine ad un approccio più visivo è indubbia e inevitabile anche nella musica, vista la mia formazione e provenienza, ecco perchè prediligo comporre armonie e usare arrangiamenti che hanno un che di “soundtrack”, un appeal con eventuali immagini o atmosfere, evidenziato anche dai testi. Sia con la musica che con le parole tendo sempre, anche involontariamente, a descrivere una scena, a creare un po’di mistero… Inoltre, il mezzo elettronico, con cui si registra, organizzando la musica in uno schermo, come fosse un foglio bianco da riempire, mi riavvicina molto alla pratica del disegno, del lavoro di immagine… Se ci pensi, con i programmi di oggi la musica si “stende” con una penna virtuale, creando un intreccio di tracce, suoni e arrangiamenti simile ad un quadro, nel quale ci sono pesi, contrappesi, spazi pieni e vuoti da organizzare, proprio come in un disegno.
Ovviamente, poi, quando si tratta di occuparsi della copertina, delle immagini e della grafica del mio disco, allora è naturale e fisiologico che me ne occupi io da cima a fondo. In realtà per NERO ho collaborato con Davide Faranda, mio caro amico e autore di tutti gli scatti degli Ottodix di un tempo (quand’erano una band) e di oggi. Abbiamo un’intesa e una fiducia reciproca perfetta. Lui scatta, seguendo le mie direttive di massima, io poi taglio scompongo, filtro, cambio i colori e inserisco la grafica fino ad arrivare a ciò che voglio. Per la cover di Nero avevo calcolato prima di eseguire gli scatti, la posizione che dovevano assumere le quattro ragazze da “decapitare” in seguito per metterle poi in una mensola (fotografata a parte) e farle diventare dei porta parrucche. La ricostruzione di queste immagini è spesso lunga e faticosa… Poi, Davide, sul set del video di Ossessione, ha scattato delle foto di scena che abbiamo deciso di inserire nel libretto per completare l’opera.
C.E Beh direi che siamo al momento dei saluti. L’ultima parola spetta a te, quindi via libera ad autopromozione, speranze, indiscrezioni su progetti futuri…
O. Per l’autopromozione, posso solo dire che credo di avere fatto un disco dannatamente buono, fondendo testi “d’autore” con elettronica e armonie da colonna sonora, dando anche spazio a momenti più duri e grintosi. Credo sia un bel disco perchè vario e quasi privo di momenti di calo, difficilmente inquadrabile in quello che ora và di moda, quindi, con un po’di fortuna, senza tempo. Non spaventatevi dopo il primo ascolto… Una volta entrati in “Nero”, canzoni come Pensieronero”, “Amorefacile”, “Vedova Nera”, “Ossessione”, “La Clessidra”, “Cuore/Coscienza”, “Balla Con Lei” e “La Francese”, credo vi resteranno amiche per lungo tempo..
Speranze?
Spero di vendere, mia cara,.. ho bisogno di soldi.. Si potrebbe dire che non sono un vero artista perchèpenso solo al denaro?
Sbagliato; una volta che hai fatto la tua opera e credi di non esserti svenduto, ma ne vai fiero, allora il guadagno ci sta tutto, anzi..E’la migliore dimostrazione che è piaciuta al pubblico, e francamente, coi tempi che corrono per la musica, è un sacrosanto diritto. Inoltre i soldi mi servono per progetti futuri, quali una scenografia per il live e qualche altra ideuzza in arrivo per il 2007..
Progetti? sto già, con calma, scrivendo e arrangiando il prossimo album, ma fino al 2008 non se ne parlerà. Intanto sto finendo a tempo di record un paio di collaborazioni per una sorpresa discografica di fine anno (non mi sbilancio perchè non riguarda solo me..) e chiaramente ho il Nero Tour che durerà un anno, anche assieme a Garbo.
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