LIT – Alternative Blogzine

recensioni, interviste, articoli, reportage, nuove uscite

Gender Bender: simulazioni d’identità

By Violamara • Ott 3rd, 2006 • Category: Articoli, Eventi
  Generi, orientamenti, categorie. Generi, orientamenti e categorie. E’ con loro che dobbiamo fare i conti giorno dopo giorno nella vita, per dare forma ad una nostra personale idea di felicità. E’ necessario fare un po’ di chiarezza, scavare all’interno di sè per capire, per poter spiegare. 

E’ necessario scegliere un posto dove stare, un mood da rincorrere e introiettare.

Diventa troppo difficile altrimenti. Vuoi essere femmina o vuoi essere maschio?

Ti senti eterosessuale o gay? O forse transessuale? E poi ancora: artificiale? Naturale?

Bisogna pur dare un nome, una definizione a quel vociare inquieto che ti si muove dentro. Come vogliamo chiamarlo quel grido soffocato? Diversità? Erroneo incastrare tutto nel termine diversità, come uno di quei cassetti in cui ci piazzi tutta la roba che non sai proprio dove mettere.

Il concetto di diversità rimanda all’ideale ma quello di cui noi parliamo è palpabile, come nella canzone di Anthony & the Johnson , For Today, dove Anthony con voce struggente esprime il desiderio e anche il rimpianto di non poter essere quello che vorrebbe.

Nel 1922 il critico americano Jeffrey Deitch introduce l’etichetta di Post-Human, strettamente legata al tema della definizione dell’identità e alla necessità di formulare un nuovo io, una nuova costruzione di ciò che significa essere persona. Mutamenti e trasformazioni sono ormai cari alla nostra arte contemporanea: dall’ambiguità sessuale di fotografi come Luthi, ai travestimenti della Sherman, fino ad arrivare all’esibizione cruda di una sessualità che non ha niente da nascondere e si esprime totalmente, come negli splendidi attimi fermi in bianco e nero di Mapplethorpe o nelle foto-diario della Goldin.

Queste ultime in particolare, ritraggono spesso transessuali nell’atto stesso della trasformazione, il viso truccato solo da una parte lascia intravedere tratti maschili piuttosto evidenti. E tutto appare quasi magico in questa fuga da sè, gioco sublime e rito sacro insieme in un connubio di unghie laccate e barba pungente. Nessuna provocazione, nessun peccato. Solo il desiderio disperato di costruire il nuovo a cui si anela, libero dalle coercizioni del proprio passato e del proprio codice genetico.

A tentare di spiegarlo ci prova il Gender Bender, dal 30 Ottobre al 4 Novembre a Bologna, che quest’anno giunge alla sua quarta e attesissima edizione. Si tratta di un festival internazionale che presenta al pubblico italiano gli immaginari prodotti dalla cultura contemporanea, legati al cambiamento, alle nuove rappresentazioni del corpo e delle identità. Il festival propone una serie di appuntamenti che concerne proiezioni cinematografiche, spettacoli di danza e teatro, performance, mostre e installazioni di arti visive, incontri e convegni di letteratura, concerti e live set con musicisti e dj. Il gender bender realizza l’incontro tra fenomeni culturali e comunicativi apparentemente lontani e contradditori, indicando come è possibile in maniera assolutamente creativa andare oltre norme e stereotipi, giocando con maschile e femminile, confondendoli, mostrandoci il fasullo come autentico in una dimensione dove l’artificio non ha fine e il reale non inizia.

Essi si appartengono, fanno l’amore, diventano una sola cosa. Nomi come quelli di Matthew Barney, Marina Abramovic e Larry Clark nella sezione delle arti visive, presenteranno i loro cortometraggi e le loro performance all’interno del progetto Speaker’s Corner. Ospiti d’onore anche nella sezione teatro quali Gisèle Vienne, coreografa francese, e Ane Lan, artista norvegese -già ospite alla Biennale di teatro di Venezia-. Nella sezione musica troviamo gli Hidden Cameras con sapori sixties e travolgenti ballate. Quello dell’autentico è un falso mito, che certamente ha il futuro segnato in un’epoca post-moderna come la nostra. Eppure lo troviamo ancora dentro le bocche beanti di chi si sente in grado di poter giudicare, distribuire consigli in omaggio.

Sarebbe meglio inghiottire invece e dare spazio a nuovi sentimenti di tolleranza nei confronti di chi il coraggio l’ha trovato, la forza di scendere a compromessi con il proprio io, abbandonando la persona che era, per diventare la persona che desidera essere. Generi e categorie a parte, esiste modo d’essere più autentici?

Share and Enjoy:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • email
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Sphinn
Articoli correlati
  • No Related Post


Violamara: Arianna è nata. Quasi subito si è messa a fare arte. Incredibilmente incline al guardare e al sentire amplificato, si dedica con passione alla fotografia e alla scrittura. Ama le scatole a forma di cuore, i mini pony e tutto ciò che è glitter. Vive e studia a Bologna.
All posts by Violamara

Leave a Reply