Frida Kahlo – sofferenza e passione
By Liria • Ago 22nd, 2006 • Category: ArticoliFri
da Kahlo nasce nel 1907, in un sobborgo di Città del Messico, tre anni prima dell’inizio dell’insurrezione Zapatista, delle lotte contadine e dei regimi di Diaz e Carranza. Si considerava figlia di quella rivoluzione e del Nuovo Messico tanto da posticipare la sua data di nascita al 1910.
Si ammalò di poliomielite a sei anni ma descrisse la sua infanzia come un periodo luminoso soprattutto grazie alla figura paterna, la sua aspirazione di diventare un medico era accompagnata dal talento artistico, dalla sua curiosità, da uno spirito indipendente ed estremamente passionale.
Nel 1925 ritornando da scuola, l’autobus su cui viaggiava si scontrò contro un tram. Diverse persone persero la vita, Frida aveva la spina dorsale rotta in tre punti, il bacino schiacciato e il piede fratturato, era rimasta impalata nel corrimano. La sua convalescenza fu lunga e dolorosa e non guarì mai completamente. 
Ma fu questo avvenimento probabilmente a fare da spartiacque nella sua vita. Era costretta a letto ma viva e accecante, piena di forze che considerava sprecate studiando medicina.
Iniziò a dipingere se stessa riflessa allo specchio, per vincere la noia e il dolore. Preferiva gli autoritratti perchè si considerava il soggetto che conosceva meglio; la sua carnagione olivastra, le sopracciglia molto ravvicinate, la bocca piccola e rossa, la sua sensualità e i suoi gioielli precolombiani restarono infatti una costante della sua produzione pittorica e dei suoi diversi periodi creativi.
Nonostante il baratro in cui era sprofondata per lei iniziò una nuova vita, attraverso la pittura riscopre e rinnova ‘il suo amore per la natura, per gli animali, per i colori e per i fiori’ come osserverò la fotografa Lola Alvarez Bravo, viene considerata surrealista la sua opera non ha alcun messaggio ermetico. Critica è anche verso il surrealismo europeo, quando verso la fine degli anni 40 si recherà a Parigi, per allestire una sua mostra con l’aiuto di Andrè Breton e Duchamp scriverà ad un amico ‘Non ti immagini che figli di puttana siano questi individui. Mi fanno vomitare. Sono così maledettamente intellettuali e decadenti che non riesco più a sopportarli’.

La sua arte è uno straordinario paesaggio di esperienze concrete filtrate dal suo sguardo intimo, spietato e visionario.E’ ricca di dettagli e simbologie, quasi miniature ma semplice e diretta, riprende l’arte popolare messicana di agnostici ex-voto e colori forti e brillanti, lontana dall’accademismo europeo. E’ il periodo del Mexicanismo dove artisti ed intellettuali sostenevano l’indipendenza dell’arte messicana.
Nelle sue tele c’è la sua sofferenza ‘ toccante e commovente, c’è il suo amore per il marito e pittore Diego Rivera che sposò due volte e che resterà l’unico nonostante le loro infedeltà ad avere in mano il suo cuore, c’è la sua vita libera e travolgente, i suoi numerosi amanti uomini e donne ‘ tra cui Tina Modotti e Lev Trockij ‘ e il suo impegno politico (iscritta al Partito Comunista Messicano nel 1928 fu ferma sostenitrice della lotta armata del popolo messicano).
Ma è lei l’anima della sua arte e la sua vita narrata ad ogni età. Lei ironica e sensuale. Martoriata dal dolore e dalla solitudine ma coraggiosa, intelligente, libera.
Stremata dal dolore fisico che l’accompagnò per tutta la vita in seguito all’incidente, non perse mai l’infinita forza del suo spirito tanto da partecipare distesa in una barella e frastornata dai sedativi alla sua prima mostra personale in Messico, allestita dall’amica Lola nel 1953.
Morì l’anno successivo per una polmonite, a metà luglio, dice giorni prima delle sue nozze d’argento con Rivera.
L’ultimo periodo la privò totalmente della voglia di vivere, il suo diario riporta come ultimo appunto ‘Attendo con gioia la mia dipartita’ e spero di non tornare mai più ‘Frida.’
Le sue ceneri riposano nella Casa Azzurra a Coyoacan, dove è nata e vissuta con la sua famiglia e poi con Rivera che dopo la morte della pittrice la lasciò in eredità al popolo messicano come museo.
[Lettura consigliata: Kahlo di Andrea Kettenmann ed. Taschen]





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una delle mie pittrici preferite, ottima scelta =)