Il corpo del reato
By Drowning • Lug 28th, 2006 • Category: Articoli![]() |
Non sono cattive, è che le fotografano così. Dimenticate le conigliette di Playboy e le pin up in generale, il corpo delle ragazze del nuovo millennio e pieno di tatuaggi e piercing ed hanno anche manie Suicide.
Mettiamola così: le Suicide Girls (www.suicidegirls.com) non sono esattamente le ragazze della porta accanto, anche se loro amano affermare il contrario. Non è una questione di doti fisiche, che sono spesso nella norma (la maggior parte delle SG sono carine ma non bellissime), ma, come dire ‘personalità’. |
E’ proprio a questo che servono i tatuaggi e i piercing, ad esprimere la propria ‘personalità’, che in alcuni casi può essere piuttosto truce.
Missy Suicide, fotografa di Portland che ha fondato ed è il guru di questa comunità on line di pin up alternative dal successo contagioso ne è convinta.
‘Un tatuaggio è decorativo, ma è anche un simbolo: spiega agli altri cosa è importante per te.’ Quello che era importante per Missy, quando ha deciso di dar vita al sito Suicide Girls, era la possibilità di comunicare ad altri la sua idea di bellezza femminile contemporanea, qualcosa di completamente diverso dalle finte bionde siliconate sempre pronte a dire sè. Stile Pamela Anderson. Che ammiccano dalle pagine dei giornali patinati e dalla tv.
‘Queste immagini rappresentano un modello irraggiungibile, irreale. Le ragazze vere sono più sexy’.
Come quelle che a Portland frequentavano Pioneer Square: bellezze anticonformiste con magliette punk che andavano in skateboard ascoltando rockabilly nei loro iPod. O qualcosa del genere. Ragazze che Missy e suoi amici chiamavano appunto ’suicide girls’ in omaggio a Survivor, un romanzo di Chuck Palahniuk. Lo scrittore, anche lui di Portland, è entusiasta di Suicide Girls, tanto da definire le ragazze niente meno che autentiche ‘icone culturali’, come lo sono state un tempo le conigliette di Playboy.
Quel che è certo è che le Girls hanno rivoluzionato il mondo del soft porno on line, portando un po’ di sano spirito punk in un ambiente in cui tutto, dai seni alle emozioni, è posticcio.
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Intendiamoci, anche qui si paga, e neanche pochissimo, per vedere delle donne nude: i soci sono più di 250.000 e sborsano circa 50 dollari all’anno, ma la differenza è che le quasi mille ragazze di Suicide Girls ‘hanno il completo controllo sulla loro immagine. Le modelle decidono come devono essere scenografie, trucco e pose’. A fotografarle è spesso Missy, quando non sono loro stesse a curare gli scatti.
Questo approccio femminile sul corpo femminile appunto è la ragione dell’appeal soffice, zuccheroso di tutto ciò che riguarda il sito. Come se le ragazze fossero passate direttamente da Hello Kitty alla lingerie ultrasexy. |
A guardarli bene, gli stessi tatuaggi hanno un qualcosa di infantile, spesso sono stelline coloratissime o personaggi rubati ai manga. Altre volte angioletti, e altre ancora personaggi di una cinematografia horrorifica tardodolescenziale (Edward Mani di Forbice, Dracula, Shining ecc.). ‘Penso non ci sia nessun altro come noi. Non si tratta solo delle ragazze che si spogliano. Vedo Suicide Girls come una rivista di moda underground, non solo un mercatino di corpi, abbiamo tutte queste interviste: da Natalie Portman a Johnny Deep a Chuck Palahniuk a Jack Black. E poi ci sono le news anche sulla politica, racconti ed articoli’.
C’è anche una sezione VIP, con le foto senza veli di Zia McCabe, la tastierista dei Dandy Warhols. Ma alla fine non è l’unica ‘vip’ che fa parte delle Suicide Girls. Anche le due italiane presenti, Tying Tittany e Miss Violetta Beauregarde (aka Aiki. nda), hanno a che fare con la scena elettro/elettroclash italiana, con numerosi concerti all’attivo e numerose partecipazioni a festival. Del resto Miss Violetta non è affatto nuova al mondo musicale della nostra penisola, i più informati infatti la ricorderanno nelle Porno Nuns con Roberta Sammarelli (ora bassista nei Verdena. nda).
More… Nonostante queste presenze illustri se potesse scegliere una celebrity come testimonial Missy ha svelato in una recente intervista che sceglierebbe ‘ Angelina Jolie, senza dubbio alcuno. Sarebbe perfetta perchù ha tatuaggi e lo spirito giusto. Soprattutto. Non le interessa cosa pensa di lei la gente. Soprattutto ha un rapporto con l’universo maschile giusto: non è mai stata con persone che ne hanno solo visto il suo aspetto esteriore. Ma ha scelto persone che hanno amato la sua personalissima follia. Billy Bob Thornton era sicuramente fascinoso, ma non il classico belloccio che si mette con la belloccia’.
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Ma per essere una Suicide Girls bisogna per forza essere piene di piercing e tatuate come un portuale? Non c’è il rischio che anche questo diventi uno stereotipo per chi le ‘Pamela Anderson’ neanche le guardano?
Missy se la ride a chi le fa queste domande. ‘ Ci sono così tante ragazze nel sito, da ogni parte nel mondo, compreso l’Antartide. E’ arduo farle rientrare solo in una categoria. Se il termine può essere concesso. Che ci si creda o no, ci sono anche ragazze senza tatuaggi e piercing. Penso solo che tutte condividano la stessa attitudine e lo stesso atteggiamento. Così da sembrare tutte ‘tatuate’ e ‘pierciate’. Siamo ancora in una società in cui una frangia anni ‘50 ti marchia agli occhi esterni. |
Ma mi piace pensare alle mie ragazze come a una sottocultura, una comune che unisce persone che hanno gli stessi gusti letterari, musicali e via discorrendo e lo esprimono con una fisicità inedita o, se non altro, non comune. Persone che, in parole povere, non amano la cultura mainstream e quindi non hanno un corpo ‘mainstream’. Ma parlo appunto di persone, non solo di ragazze. E poi le ragazze non si presentano solo attraverso le foto, ma sono le principali curatrici delle pagine che le riguardano, una sorta di mini-blog dove esprimono loro stesse online.’
A chi poi le ha chiesto se non le sembra un ragionamento ipocrita, dal momento che poi alla fine le ragazze finiscono sempre per essere ritratte senza veli, posizione dalla quale intuire i libri letti e la musica ascoltata è assai difficile, la ‘Capa’ delle ragazze suicide ha risposto mesi addietro dalle pagine del NME, in un’intervista rilasciata subito dopo aver ‘concesso’ cinquanta delle sue ragazze per un videoclip dei Probot, progetto parallelo di Dave Grohl (già batterista dei Nirvana e chitarrista-cantante dei Foo Fighter. nda). ‘Penso che ogni ragazza lo faccia per ragioni diverse. ‘ha detto- In molte in vero non l’hanno ancora mai fatto. Pubblicando solo foto soft in lingerie: molte di quelle ragazze sono state scelte proprio per questo videoclip. La maggior parte comunque di coloro che lo fanno lo fanno per ricavarne un’energia personale, un’autostima, che la società non gli darà mai. Ingabbiata com’è in una corporeità totalmente massificata. Eppure sono ragazze vere con corpi veri ed è un modo per dire al mondo intero che sei bella e unica, a tuo modo. E’ qualcosa di cui c’era bisogno, soprattutto negli USA dove la società tende ad essere così puritana. Pensa il casino che hanno fatto per il capezzolo di Janet Jackson.’
E in fondo come darle torto, basti pensare soltanto alle decine di amiche belle che uno ha e alla tristezza nei loro occhi per non avere una taglia di reggiseno in più come la Marcuzzi o il sedere scultoreo come la velina impone. All’impossibilità di farle ricredere nei loro pensieri autolesionisti. Penso che aver dato vita alle Suicide Girls nasconda un tentativo di dimostrare che ci sono modi positivi (e ‘diversi’) di rappresentare il corpo femminile e la sessualità ad esso rivolto. Una volontà di andare oltre. Una sorta di post-femminismo riveduto e corretto: donne vere che fanno quel che vogliono. Peccato solo alcune Suicide non la pensino più così: negli ultimi mesi almeno trenta ragazze se ne sono andate sbattendo la porta, lamentandosi che gli ideali sbandierati siano solo una facciata della realtà del sito, che in realtà sarebbe diventata una macchina per far soldi come tante altre alle spalle del corpo femminile. Comune o alternativo che sia. Il maggior indiziato di questa incresciosa verità sarebbe Spooky, eminenza grigia che si occupa della parte economica e di marketing. Un uomo, guarda un po’. E senza aggiungere altro. Accuse che ovviamente vengono definite ‘assurde’ dai piani alti della comunità. Nonostante tra Dvd, tavole da skate, cd, spille, capi d’abbigliamento, capi intimi e chi più ne ha più ne metta il marchio ‘Suicide Girls’ è indubbio sia diventato anche un bell’affare. Comunque a Missy continua a stuzzicare di più la visione poetica di passare alla storia come la versione femminile (e tatuata) di Hugh Hafner, patron di Playboy: ‘ Con loro abbiamo tentato di fare una collaborazione ‘ammette- ma penso che non siano ancora pronti. In realtà non credo di potere o volere avere quel tipo di popolarità, ma ammetto che sarebbe una figata poter girare in vestaglia e pigiama tutto il giorno ’solo quello!’
E’ comunque un dato di fatto che fino a qualche anno fa, il rapporto con il corpo dei giovani si divideva in masturbazione, petting e rapporti completi. Si discuteva sull’età giusta per il primo bacio, del primo orgasmo, della prima volta. I maschietti, e anche certe femminucce, a una certa età scoprivano il porno, e seguiva tutta quella fase che poi, di solito, veniva superata.
Fatto sta, che dopo la rivoluzione sessuale degli anni sessanta e settanta, ora si è affermato un connubio fortissimo e al contempo curioso: corporeità e tecnologia. Già negli anni ottanta il Phone Sex prometteva mille meraviglie, ma è con le tecnologie digitali che il binomio esplode. In fondo la chiamano Personal Technology, e che è più personale del rapporto con il proprio corpo? L’avvenimento della digicam, con cui fare foto che non hanno bisogno di uno sviluppo e una stampa, e dei siti dove postarle, ha introdotto nuove modalità di interazione corporea.
Una cosa incomprensibile per chi non vive online, ma naturalissima per chi ci si trova, magari anche bene.
Riempi un profilo, aggiungi una foto o un’icona che ti rappresenti, clicchi ‘I’accept’ (accetto.) e da quel momento fai parte di una qualsiasi comunità, puoi trovare ed essere trovato, puoi dire e ascoltare, puoi mostrarti fin dove vuoi e guarda, e via dicendo, ma senza un unico senso: il tatto.
Di soldi in siti come Suicide Girls o Burning Angel (una versione leggermente più vietata. ndr) non se ne vedono poi moltissimi, soprattutto per chi ne è solo adepto ma non li gestisce: certo che poi magari lavori come modella ma, come sa benissimo chi frequenta questi siti, la maggioranza lo fa per altre ragioni, complesse, sembrerebbe.
Di sicuro c’è del narcisismo, anche legato al grande uso che si fa oggi del corpo ( piercing, tatuaggi, come dicevamo prima.), ma non solo: anzi spesso c’è l’orgogliosa rivendicazione di un corpo imperfetto ma credibile, e verio Si trovano hippie e capelloni, gente irsuta e giovani con il panciotto e ragazze con il tatuaggio gotico.
Infine dopo tutta questa virtualità è poi sempre possibile incontrarsi. In Alaska? Non più: una delle recenti introduzione di queste community e la ricerca geografica. Per area geografica. E se ce l’hanno messa, vuol dire che qualcuno l’ha chiesta. A differenza delle facili ironie onaniste che spesso vengono rivolte ai consumatori di internet. Questo mi porta a pensare che i partecipanti poi si vogliano incontrare, alla fin fine, e che quindi il digital sex non sostituisca i corpi reali ma li affianchi. Serenamente, o almeno voglio sperarlo.
In sintesi ben presto saranno altre le domande che verranno poste dai genitori allo psicologo-sessuologo nei primi pomeriggi televisivi italiani: a quanti anni la prima webcam? E’ strano se mio figlio si fotografa? E’ normale scambiarsi foto e filmini on line con la fidanzatina? E se si conoscono su internet, poi saranno felici? E quest’ultima forse è l’unica domanda a cui potrei tentare di rispondere anche io, e direi di si. Se le vie del Signore sono infinite, figuriamoci quelle dalla felicità.








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mmh.. onestamente sono un po’ perplesso sull’argomento. non mi sembra altro che una strategia di marketing, un travestire d’alternativo una delle cose più commerciali del mondo: l’erotismo, la nudità, la pornografia. niente di male in tutto questo, ma non ci vedo molto “underground”. mi sembra un po’ l’equivalente dei gruppi definiti “alternativi” che passano su mtv. uno strano matrimonio.
Citando il deus-ex-machina del sito.. “la società promuove una corporeità massificata? “. E Suicide GIrls cosa fa? Si allinea a questa tendenza, sfruttando le possibilità tecnologiche dove qualsiasi ragazzina con una webcam o macchina digitale può costruire il proprio portfolio e metterlo on line. Certo, i corpi sembrano più “reali” di quelli delle modelle da rivista o dei corpi riempiti di silicone, ma non vedo molta differenza tra SG ed un qualsiasi sito che promuove erotismo amatoriale o “privato”. Con l’eccezione che si promuove una determinata immagine senza ammettere deviazioni, quella dell’adolescente “alternativa”, “ribelle”.. sfruttando – in un certo senso – la vecchia immagine di Lolita: innocenza bambina e look aggressivo da adulta, tatuaggi che da un lato rimandano al lato ribelle adulto e dall’altro richiamano (ottima trovata), per le loro caratteristiche, di nuovo l’adolescenza (anche se da quello che si vede molto adolescenti le ragazze non sono).
io ci vedo molto marketing stile mtv in tutto questo.
insomma, tanto rumore per nulla?
Francamente io preferisco le pin up alla BettyPage e condivido alcuni pensieri di ilsilenzio. Resta il fatto che come amante della fotografia l’attività di suicidegirls mi affascina. Anche se, ovviamente, le darei un’altra piega.