14/06/06 Depeche Mode @ Lubiana
By Creepy-Eyes • Giu 21st, 2006 • Category: Recensioni| Ecco come inizia la nostra avventura per il concerto dei Depeche Mode + Placebo allo stadio di Lubiana (SLO). Sfortunatamente, colpa una cena mitteleuropea un po’ troppo prolissa e le indicazioni non accuratissime del cameriere sloveno ci fanno arrivare allo stadio quando del concerto dei Placebo ormai non rimane che poco: Meds, Every you and every me, Twenty years e poco altro. Sotto il sole del tardo pomeriggio il trio inglese rimane impeccabile fino all’ultima canzone, Stefan Olsdal a torso nudo, Brian Molko truccatissimo, ma come potrebbe essere altrimenti Molko chino sull’assolo dell’ultimo pezzo lascia il pubblico con gli occhi incollati al palco, poi si rialza infila un vistoso paio di occhiali da sole e con il resto della band abbandona lo stage salutando come una diva degli anni ‘50. Per un resoconto più approfondito ci ha pensato Dark Cloud (scorrete la pagina o cliccate qui per leggere la sua recensione) |
| Ed ecco la pausa che ci separa ai depeche, sul palco si avvicendano gli addetti ai lavori, on air una selezione di pezzi elettronici preparata dallo stesso Gore che trovate qui http://www.depechemode.com/tour/preshowmusic.html osservo in giro, qualsiasi forma di subcultura o look diventa più estremo e si respira una bella atmosfera in questa che è la più piccola delle capitali europee. |
Behind the wheel: e lo stadio ritorna ad essere dance floor.
Intermezzo moderato con World in my eyes ed un collage di occhi sugli schermi del retro palco.
La folla diventa un mare di teste saltanti e mani che battono: è arrivata Personal Jesus. Gahan sembra inarrestabile.
Pochi minuti di break ed i classici cori: WE WANT MORE.
Riapre Martin Gore con una Shake the disease versione unplugged, pianoforte e chitarra e sembra che non serva altro per rendere la canzone perfetta.
La perplessità è grande, tutti pensano ad una cover quando la band propone una canzone molto kraut rock dal primo album: Photographic. L’energia è comunque apprezzata.
Studiatissima la conclusione affidata a Never let me down again, e mai un titolo sembrò più azzeccato per un pezzo di chiusura.
La band ora ha abbandonato gli strumenti, ed a braccetto dal centro del palco si inchina al pubblico. Gahan inquadrato prima di abbandonare la scena, sudato con il trucco sfatto, sorride di gusto, ha un’espressione appagata e soddisfatta. Mi guardo intorno ed il mood sui volti delle persone è il medesimo!
Creepy-Eyes: webmaster of Nivis-Regnum Gothic Portal and LIT - Alternative Blogzine
Loves coding, digital graphics, music, reading and belly dance.
All posts by Creepy-Eyes





Subscribe to






















