01 May

Le release di Maggio di Ekleipsi

Questo mese, la netlabel Ekleipsi pubblica, per l’ascolto ed il download gratuito:

Milkrun - Bit
Style: Experimental/ Industrial/ Ambient
Link: http://www.archive.org/details/ekleipsi38
From: Australia

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Divine Holocaust - Silk Sour Side
Style: CyberPunk
Link: http://www.archive.org/details/ekleipsi39
From: Italy

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S. Buchholz - Champaign and cherries
Style: Electro / Ambient / Industrial
Link: http://www.archive.org/details/ekleipsi40
From: Germany

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Tutte le nostre release sono disponibili per l’ascolto e il download su www.ekleipsi.com

26 Apr

OLD TIME RELIJUN + ALMANDINO QUITE DELUXE

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presso FESTINTENDA www.festintenda.it a Chiasiellis, Mortegliano

Hybrida presenta

sabato 3 maggio

otr.jpgdalle ore 20 AliGBooom Funk Out!!! - dj set

ore 22
OLD TIME RELIJUN (U.S.A.)

Apocalittici, isterici, pagani, selvaggi, primitivi, malefici e bastardi …questo sono gli Old Time Reljiun. Non a caso vengono spesso accostati a Captain Beefheart come a Nick Cave, ai Contorsions come a Jon Spencer. Un gruppo fondamentale, di culto, privo di compromessi, coerente oltre ogni limite guidato da Arrington De Dionyso una delle figure più inquietanti della musica contemporanea degli ultimi quarant’anni.
Gli Old Time Reljiun tornano in Italia a presentare il loro nuovo disco “Catharsis in crisis” osannato dalla critica come uno dei più intensi del 2007: non un disco da ascoltare davanti a un caminetto acceso, perché è un sabba infernale aggiornato al nuovo millennio.
“La nostra musica viene dal profondo ed è pura energia! Potete ballare! Ascoltare e vedere nuovi colori!” Arrington de Dionyso
www.myspace.com/theoldtimerelijun

+ ALMANDINO QUITE DELUXE pussy garage blues
www.myspace.com/almandinoquitedeluxe
www.almandino.com

+ NO NAMES rock

ingresso 5 euro

26 Apr

SPECTRUM + BE INVISIBLE NOW ! + STEVE NARDINI

presso FESTINTENDA www.festintenda.it a Chiasiellis, Mortegliano

Hybrida presenta

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venerdì 2 maggio

spectrum.jpg dalle ore 20 Rock’n'roll Sputnik: Dj Ramon vs Dr. Gonzo - dj set

ore 22

SPECTRUM (AKA SONIC BOOM degli SPACEMEN 3) UK
Spectrum è la storia del rock neopsichedelico inglese: il progetto nasce dallo scioglimento degli indimenticati Spacemen 3, gruppo attivo dal 1982 al 1990 che più di tutti ha ridefinito il concetto di “psichedelia”, coniugando l’aggressività rock di Stooges e MC5 con il minimalismo di Terry Riley. Gli album “Sound Of Confusion”, “The Perfect Prescription” e “Playing With Fire” sono pietre miliari del rock degli ultimi vent’anni. Pete “Sonic Boom” Kember presenterà i brani del nuovo album “Indian Giver”, nato dalla collaborazione con Jim Dickinson (mitico produttore di, tra gli altri, Ry Cooder, Bob Dylan, Rolling Stones, Aretha Franklin, Big Star e Cramps), brani dall’album in lavorazione “On the Wings of Mercury” e pezzi del repertorio degli Spacemen 3. Un appuntamento assolutamente imperdibile e di culto!
www.sonic-boom.info
www.myspace.com/spectrumofficialpage
www.myspace.com/sonicboom

+ BE INVISIBLE NOW ! kosmische musik
www.myspace.com/beinvisiblenow
www.beinvisiblenow.net

+ STEVE NARDINI electro live set
www.stevenardini.com

ingresso 5 euro

22 Apr

darklightart.com

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Al di la del nome non propriamente originale, dietro a darklighart si nasconde una doppia realtà decisamente interessante.
Principalmente si tratta di una galleria d’arte a Springfield, ricca di eventi e che dedica ogni mese i suoi spazi ad un feautured artist. Nella sua versione web invece darklight diventa showcase on line per artisti più o meno conosciuti, store per le loro creazioni ed offre servizi e risorse dedicate alla valorizzazione degli aspetti più alternativi e non convenzionali di arte e fotografia.
Da visitare

www.darklightart.com

20 Apr

Cure Live: @ Palalottomatica, @ Palasharp,@ Wembley Arena

Nel 2005 la clamorosa notizia: fuori Perry Bamonte e Roger O’Donnel, dentro per la terza volta Porl Thompson. Niente più tastiere, tutte le canzoni vengono eseguite con sole chitarre.
Da sempre caratterizzati da una certa durata, in questo tour Robert Smith E’ riuscito a garantire concerti da oltre tre ore a sera, venendo eguagliato probabilmente solo da Springsteen.
Il tour doveva presentare un nuovo album, purtroppo non terminato per tempo, portando così la band ad eseguire scalette in cui si attingeva da ogni periodo.

29.02 @ Palalottomatica - Roma

Il 4 Tour 2007/08, partito alla fine dell’anno scorso da Asia e Messico, tocca finalmente l’Italia il 29 febbraio al Palalottomatica di Roma.
E’ con le campane di Plainsong che la band sale sul palco, per poi proseguire con una Prayers for the rain intensa e potente. C’e’ molto da Disintegration, vengono infatti eseguite Lullaby, Lovesong, una strepitosa Pictures of You (finalmente rivelocizzata) e la title track.
Rispetto agli ultimi tour, c’è un deciso ritorno dei singoli alternati ai brani più “difficili”. E’ così che si alternano canzoni romantiche e tristi come To Wish Impossibile Things a singoloni storici come The Walk, Just Like Heaven e Inbetween Days. Ma a questi Cure piace “darci” e la scaletta è fortemente indirizzata verso i brani più intensamente chitarristici. Nella parte finale del main set arrivano in successione Us or Them, Never Enough, Wrong Number, One Hundred Years e Disintegration. Segue a questa mezz’ora decisamente intensa, il minimalismo melanconico di At Night, prima canzone del primo encore, che giunge a far riprendere fiato un po’ a tutti. Sempre da Seventeen Seconds seguono poi M, Play for Today (la cui parte di tastiera è ormai tradizionalmente urlata dal pubblico) e A Forest, accolta sempre con un’ovazione.
Arriva poi il pop ancore, che fa aprire le danze. The Lovecats, Let’s go to bed, Close to Me, Why can’t I be you, sfilano una dietro l’altra con un Robert Smith che abbandona la chitarra e passeggia per il palco, lasciandosi andare come non lo si vedeva fare da anni. E’ decisamente di buon umore, parla e scherza spesso con il pubblico, cosa non usuale per lui.
La parte conclusiva del concerto è caratterizzata dall’old school encore, con solo brani del primissimo periodo, quando i Cure erano solo tre ragazzi immaginari. Boys don’t cry, Jumping someone else’s train (per la prima volta live dal 1980!) che continua in Grinding Halt, 10.15 Saturday Night e finalmente Killing An Arab (ribattezzata Killing Another per ovvi motivi), violentissima e velocissima. E’ un finale trionfante.
Unico neo di questa data romana l’acustica, davvero pessima.

02.03 @ Palasharp - Milano

A Milano al Palasharp viene presentata una scaletta simile, ma con le graditissime aggiunte di Kyoto Song, Catch e The Baby Screams. L’acustica questa volta è ottima e la band particolarmente concentrata, forse meno di buon umore rispetto a Roma ma probabilmente si tratta solo di stanchezza.
Anche in questa occasione sono altre 3 ore e 15 di live, e complessivamente è un altro successo.
Il momento migliore del concerto è probabilmente la doppietta da Kiss Me Kiss Me Kiss Me, con un’ipnotica If Only Tonight We Could Sleep e una devastante The Kiss.
La scaletta allungata richiede purtroppo l’accorciamento dell’old school encore ma Killing An Arab è¨ ancora più violenta che a Roma.

20.03 @ Wembley Arena - Londra

Eccoci quindi il 20 marzo alla Wembley Arena di Londra, data finale del tour europeo. Chi sperava in sorprese o variazioni significative rispetto alle scalette italiane rimane però deluso. Ad ogni modo l’acustica ottima della Wembley Arena e la performance perfetta della band non deludono. L’old school encore è finalmente suonato nella sua interezza, rispetto a Roma vengono aggiunte Three Imaginary Boys e Fire in Cairo.
Tre ore e mezza di concerto e malgrado il pubblico inglese sia proverbialmente freddino è l’ennesimo trionfo.
La voce di Robert Smith è sconcertante. Non solo canta ancora ogni sera per più di tre ore senza un cedimento ma addirittura il timbro vocale sembra ringiovanito e la potenza aumentata. La band palesemente non si è mai divertita così tanto a suonare live.
Un discorso a parte meritano le tre canzoni nuove presentate ogni sera: The Only One (conosciuta anche come Please Project) è pop romantico e sognante, che ricorda molto certe cose di Wish; A Boy I Never Knew è una ballata acustica in cui Robert si immagina il figlio mai avuto; infine Freak Show, brano breve che si insinua nel filone pop-funky dei Cure e per questo regolarmente eseguito nel pop encore.
Personalmente sono rimasto un po’ perplesso da questi nuovi brani, che pur essendo apprezzabili, troppo si rifanno ad idee già abbondantemente sfruttate in passato dalla band. Carini ma non eccezionali, quindi. L’album nuovo apparentemente conterrà comunque 26 brani, qualche track più interessante e coraggiosa è pertanto lecito aspettarsela.

Un’ultima considerazione sul pubblico sia italiano che inglese. Purtroppo rispetto ai tour passati si nota un aumento preoccupante di persone che assistono immobili e semi annoiate alle canzoni più difficili e intense per ritornare alla vita ed all’entusiasmo solo coi brani più classici e conosciuti. I singoli, in altre parole. Dispiace perchè la band non lo merita.

08 Apr

Mostra del disco a Mortegliano (UD) + meeting etichette indipendenti friulane

Ciao a tutti i lettori e agli utenti di LIT,

Vi ricordo Final Muzik sarà inoltre presente con un suo stand di CD / vinili / fanzines darkwave, industrial, electro e alternative alla MOSTRA DEL DISCO di Mortegliano (Udine); questo storico appuntamento giunge alla sua quindicesima edizione e si svilupperà in due giornate:
sabato 19 (pomeriggo / sera: 17.00 - 21.30) e domenica 20 aprile (ore 10.00-19.30)
il tutto presso la nota location di FESTINTENDA – Chiasielis-Mortegliano (UD).
La giornata di domenica ospiterà inoltre un meeting di etichette indipendenti friulane curato da Final Muzik; parteciperanno, fra le altre, Arab Sheep, Knifeville, R!SVP (Records S’Il Vous Plait), Final Muzik, AUA Records, Riotmaker, Redd Army, Musiche Furlane Fuarte.

Siete tutti invitati, passate parola!

Grazie per l’attenzione, state bene,

Gianfranco Santoro

www.finalmuzik.com

05 Apr

Ekleipsi, nuovo album on-line

La net-label Ekleipsi ha rilasciato questo mese il cd “Sorrow“, creato da Discotronike: una one-man band del Brasile che si aggancia alle sonorità elettroniche, raccogliendo ispirazioni dal darkwave e dal gothic, ed offre intensi momenti ballabili accostati a delicati intermezzi vocali e melodici.


Il cd contiene 5 brani, ascoltabili on-line dal sito dell’etichetta e scaricabili tramite podcast (anche da da iTunes).

Ascolto on-line | Podcast | Pagina dell’artista

23 Mar

Art Cover: viaggio tra percorsi musicali ed artistici.

Sono varie le ragioni che spingono un appassionato di musica a possedere un certo disco nella sua materialità piuttosto che rifarsi ad una fredda cartella di MP3: la miglior qualità audio, il desiderio di voler ricompensare l’artista con il prezzo d’acquisto dell’album ed ovviamente la copertina. Quest’ultima può essere considerata un biglietto da visita grazie al quale attraverso un’attenta scelta di colori immagini ed elementi grafici attrarre la nostra attenzione sugli scaffali di un negozio o più semplicemente suggerire il contenuto ed i temi di un nuovo LP.
In questo articolo metteremo in evidenza la storia ed il percorso creativo che ha portato alla nascita delle art cover di alcuni dei lavori più importanti del panorama alternative degli anni ‘80 e ‘90.

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Il tema funerario, senza necessariamente volerne esaltare gli aspetti macabri, ma prediligendone quelli più genuinamente crepuscolari e melanconici, trovò spazio più volte sulle copertine post-punk e new wave. Uno degli esempi più celebri è sicuramente la copertina di Closer (Factory Records 1980) dei Joy Division. L’art cover di Closer, per il suo gusto funebre, destò al momento dell’uscita dell’album molte critiche legate alla recente scomparsa del frontman della band Ian Curtin. Peter Saville, che assieme Martyn Atkins, curò la grafica della copertina, si difese ammettendo che la scelta dell’immagine incriminata era antecedente al suicidio di Curtis e pertanto in alcun modo ad essa legata. Tornando alla foto, essa fu scattata da Bernard Pierre Wolff e raffigura il tema della deposizione della tomba della famiglia Appiani, presente nel Cimitero Monumentale di Staglieno (Genova), realizzata ad opera degli scultori Onorato Toso e Demetrio Paernio.
Quella della deposizione però non fu l’unica immagine di Staglieno scelta da Ian Curtis per i lavori dei Joy Division: anche l’angelo della copertina del singolo Love Will Tears Us Apart proviene dal noto cimitero genovese e porta sempre la firma del sopraccitato Onorato Toso.
Oltre ai Joy Division anche i Dead Can Dance per il loro Within The Real Of A Dying Sun (4AD – 1987) scelsero uno scorcio di un illustre cimitero monumentale. Qui la scelta cadde sulla tomba di Francoise Raspail situata nel meraviglioso cimitero parigino di Pere Lachaise. L’imponente campo santo, situato nella parte est della capitale e fondato nel XIX secolo, è rinomato oltre che per le notevoli dimensioni (è uno dei più grandi al mondo) per il fatto di rappresentare l’ultima dimora di personaggi del calibro di Jim Morrison, Maria Callas, Marcel Proust, Chopin, Edith Piaf, Rossigni, solo per citarne alcuni. Quanto a Raspail, politico parigino del periodo rivoluzionario, il tema della prigionia che pervade la tomba è dovuto ai lunghi periodi di carcerazione scontati dall’uomo.

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C’è poi chi preferì avvalersi di immagini o fotografie non realizzate per l’occasione come lo scatto in bianco e nero che fa da frontcover al più conosciuto dei lavori dei Bauhaus, In the flat field (4AD 1980), è stata realizzata dal fotografo Duane Michal (Pennsylvania 1932).
Michal è uno stimato artista nell’ambito della fotografia omoerotica. A lui infatti va il merito di aver saputo per la prima volta dar risalto attraverso questo tipo di fotografia (diffusa dalla metà del XIX secolo) più che al desiderio fisico per lo stesso sesso, all’aspetto spirituale e della sfera sentimentale dell’amore omosessuale.
Oltre a In The Flat Field da citare tra le più rilevanti commissioni ricevute da Michal quella affidatagli dal governo del Messico per i giochi olimpici del 1968 e divenuta nel 1970 oggetto di una mostra al Museo di Arte Moderna di New York City, e il set per la copertina di Synchronicity dei Police nel 1983.
Altro esempio di immagine “presa a prestito” è il dipinto “Rose” di Henri Fantin-Latour utilizzata per la grafica di Power, Corruption and Lies (Factory Records - 1983) dei New Order. Anche dietro a questo lavoro c’è lo zampino del sopraindicato Saville (Manchester 1955), che ebbe appunto modo di collaborare sia con Joy Division che New Order in quanto grafico di punta della Factory Records.
Come già si intuisce da quanto detto fin ora nell’ambito underground ed indipendente degli 80ies non era raro imbattersi in forti sodalizi artistico-grafici tra un determinato gruppo-etichetta ed un certo grafico o collettivo di designers di fiducia.

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E’ il caso della 23 Envelope, partneship grafica che collaborò in maniera decisamente proficua con la 4AD per le release di gruppi come Cocteau Twins, Dead Can Dance e This Mortal Coil. Dietro al moniker 23 Envelope si nascondono il grafico Vaughan Oliver ed il fotografo/filmmaker Nigel Grierson, conoscenti fino dai tempi della scuola ed uniti professionalmente per la 4AD dal 1983 al 1988. L’intesa tra i due diede vita ad uno stile inconfondibile, dai tratti morbidi ed eterei, fatto si colori tenui ed atmosfere sognanti. La vita ufficiale della 23 Envelope si concluse nel 1988 con il distacco di Grierson. Vaughan si unì allora ad un nuovo partner Chris Bigg e convertì il nome del progetto in v23.

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Ma il legame più forte tra designers e bands, è sicuramente quello instauratosi tra la Parched Art, lo studio grafico fondato da Porl Thompson e Andy Vella, ed i Cure. Avviata ufficialmente nel 1982, anno in cui Porl si trasferì a Londra, la Parched Art ha messo la sua firma sulla maggior parte delle copertine degli album e del merchandise ufficiale dei Cure. L’attività della P.A al servizio di Smith & Co ha riguardato tutti i dischi dal 1981 al 1992 ad eccezione di Pornography (1982) e della raccolta Japanese Whispers(1983), parliamo pertanto di tutti i dischi compresi tra Faith (1981) e Wish (1992). Quanto ai lavori successivi al 1993, anno della seconda dipartita di Thompson dalla band, sono da elencare l’album Wild Mood Swings (1996) la copertina per la raccolta Galore (1997), la foto per il cofanetto Join the Dots (2004) ed il promo Blu Top Head Kiss (2006) contenente tre singoli provenienti da Blue Sunshine dei The Glove e tre singoli rispettivamente da The Top, The Head On The Door e Kiss Me, Kiss Me, Kiss Me dei Cure.
Uno stile unico quello della Parched Art che con disegni, dipinti e fotografie ha sempre saputo incarnare ogni mood delle fatiche dei Cure.
Nonostante la produzione di questo studio sia terminata, la carriera artistica dei due soci continua individualmente.
Porl, nuovamente nei Cure, ha curato le grafiche (basate sui suoi stessi tatuaggi) per un modello di chitarra che porta il suo nome prodotta nel 2007 dalla Schecter Guitars.
Quanto ad Andy da quattro anni insegna graphic design alla Middlesex University e permane nel settore della grafica curando cover per altri gruppi (tra cui spiccano i Mogway) e photosession sia nell’ambito della moda che della musica, con commissioni che ovviamente non potevano non riguardare anche i Cure!

22 Mar

APART (ex-All My Faith Lost) + TESTING VAULT: nuovi CD su Final Muzik

Final Muzik annuncia l’uscita di due nuovi CD-album:

-TESTING VAULT “The Laughing Torso” CD (Final Muzik) FM10. Testing Vault è un progetto italiano da tempo attivo nel sottobosco underground “industrial”. Un suono claustrofobico e pauroso, che porta alla mente le performance dei Virgin Prunes di “A New Form Of Beauty”, i Coil, gli esperimenti radicali di Rozz Williams e gli italiani Rosemary’s Baby. Pura Angst-industrial music! Edizione in digipack di 500 copie.

-APART “Across the Empty Night” CD (Final Muzik) FM11. Dietro Apart si cela il musicista Francis M. Gri, già membro dei conosciuti All My Faith Lost. Del suo gruppo d’origine ripercorre i sentieri dark / ethereal, strutturando la propria musica su impostazioni dilatate e postrock. Fra gli ospiti, troviamo proprio Viola Roccagli (All My Faith Lost) alla voce in alcuni pezzi, e la violoncellista Martina Bertoni (Modern Institute). Per gli amanti delle sonorità 4AD vecchio stampo, Projekt, All My Faith Lost e Antimatter. Edizione limitata di sole 500 copie.

Informazioni e ordini:

www.finalmuzik.com

www.myspace.com/finalmuzik

Grazie per l’attenzione,

Gianfranco Santoro | Final Muzik

06 Mar

The Danse Society

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A Mister Fantasy mi imbattei per la prima volta nei Danse Society quando venne programmato il video di “2000 light years from home”. Quanto tempo è passato. Carlo Massarini era il mio appuntamento fisso del martedì, fra la notte e l’alba. Era già il terzo o quarto anno che andava in onda il suo programma, il primo della Rai a trasmettere i video della new wave. Quel filmato è stato una vera folgorazione; mi ricordo immagini di candele; lo scoppio del big bang, la chitarra suonata davanti a un televisore dove comparivano gli Stones, autori del brano originale che compariva in “Their satanic majesties request”, negli anni ’60. A me la versione dei Danse pareva più oscura e suggestiva dello sferragliante originale. Non sembrava proprio un rifacimento ma un vero brano dei Danse, tanto era diverso. Le parole erano le stesse ma la musica era avvolgente, epica, evocativa e ti dava proprio l’idea di un viaggio agli estremi confini del cosmo, magari su una di quelle astronavi a forma di razzo ipotizzate dagli scrittori di fantascienza degli anni ’50.
“Il sole gira con grazia,
Partiamo con una dolce esplosione
per una stella con oceani infuocati
che solitudine
a 100 anni-luce da casa
rossi freddi deserti si oscurano
energia ovunque
che solitudine
a 600 a.l. da casa
che solitudine
a 1000 a.l. da casa
volo 14
potete atterrare
ci vediamo su Aldebaran
al sicuro sulla sabbia del verde deserto”

È un motivo che non ci si stanca mai di ascoltare. All’epoca corrispondevo con varie persone, fra cui un ragazzo della provincia di Mantova che mi faceva cosa gradita registrandomi molte audiocassette tratte dagli lp della sua discografia.

Heavendisc2.jpg   Quando mi arrivò “Heaven is waiting”, insieme al mini lp precedente, l’oscurissimo ed imperdibile “Seduction” e ad un paio di inediti, rimasi di nuovo folgorato. Già l’intro della cupissima “Come inside” ti proiettava in un altro mondo, stuzzicando l’immaginazione. Certe sonorità dei DS le ho sempre associate a scene notturne, a viaggi sulla banchisa polare dentro sottomarini (ascoltate “Dolphins”), a… voli di uccelli notturni e ad altre presenze oscure.

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